Showing posts with label USMLE. Show all posts
Showing posts with label USMLE. Show all posts

Tuesday, December 2, 2014

Match Day mood


Two [or nine] roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear

Friday, November 18, 2011

USMLE FAQ

E' un po' che avevo in mente questo post, un po' tanto direi, ma l'application season ha creato una certa avversione a scrivere a riguardo. In ogni caso, ora mi impegno a rispondere al commento trascurato di Eleonora e ad un'email di una persona tanto paziente e sempre tanto gentile: scusate entrambe. In verita' c'e anche il commento di Louis che mi ha dato tanto da pensare... e allora provo a buttar giu' un po' di riflessioni che poi nel tempo cerchero' di elaborare e spiegare con chiarezza.
Le domande che si ripetono fondamentalmente riguardano
1. libri
2. tempi
3. score
Le new entries:
4. come si scelgono le scuole di specialita'
5. dal post di Louis: con questo punteggio (> 95) si può aspirare alle scuole di specializzazione al top?

Allora

1. libri & 2. tempi
Per le prime due domande mi rifaccio al commento di Eleonora.


[...] le domande sono circa 322 per lo STEP 1 (fonte USMLE bulletin of information) ripartite tra le materie presenti (fisiologia,patologia,vari apparati..e behavioural science..con cui ho seri problemi :() tu sai dirmi quali sono le materie piu rappresentate e quelle meno? (orientativamente..)
Per come sono formulate le domande, molte finiscono per coprire piu' aree per cui e' difficile valutare. Studia bene tutto: il voto e' cruciale per il tuo successo. Fai benissimo fisiopatologia...con quella vai dappertutto e ti servira' tanto in futuro. Fai bene bene anatomia, physio, pharmaco, microbiologia. Meno rappresentate forse sono genetica e biochimica ma ugualmente importanti, non trascurarle, soprattutto biochimica. Per behavioral science... Eleonora, benvenuta nel mio mondo :)! Anche per me era la parte che mi faceva piu' tribolare. Non sottovalutarla: e' la parte in cui gli IMG (international medical graduates) fanno peggio.. ed e' un peccato perche' non ci vuole una scienza a rispondere correttamente, e' solo un po' avulsa dal nostro background. Pero'... oh my se mi lasciava sempre un po' perplessa :)!

Io sono al 5anno di medicina e ho preso il First Aid (*),vorrei iniziare a preparare lo STEP 1 per Maggio 2012..ma avendo 5 esami questo semestre,non so quante ore al giorno riuscirò a dedicare al test..solo che vorrei provare a superarlo prima di laurearmi per accelerare le pratiche. tu credi sia fattibile? sono terrorizzata da una bocciatura sul curriculum! (considera che marzo e aprile 2012 avrò praticamente 24 ore al gg per studiare,ma prima di marzo,al massimo un paio d'ore tra lezioni,servizi clinici,esami..)
Allora, qualche riflessione
anch'io ero terrorizzata dalla bocciatura o da un voto poco competitivo. L'America e' un Paese che non ti lascerebbe mai senza mezzi (always for a "small" fee of course :-/). Chi e' nel campo conosce l'estrema difficolta' che uno straniero incontra in questo percorso. E per questo ci sono il kaplan, l'NBME e lo USMLEWORLD. Mentre il First Aid e' il titolo di un libro e solo di un libro, il kaplan non e' il titolo di un libro, forse non l'avevo mai specificato. Il kaplan e' una compagnia che offre corsi in preparazione ai possibili esami che gli americani sostengono nella loro carriera scolastica/universitaria. Il kaplan prepara al superamento, anche brillante, dell'esame. I libri non sono testi di studio qualsiasi ma sono stati scritti con lo scopo di coprire e spiegare in maniera chiara i concetti chiave che vengono valutati all'esame: sono finalizzati al superamento dello USMLE :)! Anche all'esame non chiedono cose strampalate o fuori dall'ordinario. E' un esame impegnativo ma fattibilissimo con un po' di buona volonta', costanza e determinazione!
Per le persone scrupolose come te che non vogliono rischiare la bocciatura ci sono l'NBME e lo USMLEWORLD. l'NBME e' un po' caro perche' mi pare che ogni test costi $ 45 pero' e' altamente predittivo del tuo score reale il giorno dell'esame. Io ho basato la mia preparazione sugli score dell'NBME ed ero soddisfatta del risultato. Lo USMLEWORLD per me e' una risorsa fondamentale da affiancare ai libri del kaplan. E' fatto benissimo, aggiornatissimo e le spiegazioni sono sempre molto dettagliate, chiare, logiche attraverso la fisiopatologia... e' la mia risorsa preferita in assoluto!
Per rispondere piu' nello specifico alla tua domanda, io ho aperto i libri dello step1 quasi dieci anni dopo aver aperto quelli in italiano... ero un po' arrugginita su biochem, neuroanat etc. Inoltre quando sono arrivata in USA non spiaccicavo una parola di inglese per cui ero lentissima a leggere i libri. A me, con il tuo orario, sembra un po' stretto da qui a maggio se vuoi un gran bel voto. Pero' dipende dalla tua preparazione e magari ti basta una spolveratina. Tieni presente solo che l'esame e' a tempo e  le risposte ti devono venire abbastanza in fretta (credo tu abbia 70 secondi per leggere la domanda e rispondere).
(*) Una nota sui libri presa da una email in risposta alla domanda first aid vs. kaplan di un lettore. A mio avviso il first aid e' un ottimo testo per una review finale. E' vero che e' utilizzato come unico testo dagli studenti di medicina americani ma e' anche vero che i due anni preclinici sono impostati in modo da condurre al superamento dello step 1. Idem quelli clinici per lo step 2. Noi veniamo da un altro sistema che ci richiede un altro tipo di studio. Io ho consultato il First Aid ma, spassionatamente, non mi sarebbe mai bastato. Se vuoi, per avere un'idea del tipo e livello di domande, prova a fare un test nbme.Credo costi $ 45 e assolutamente fallo a tempo. Inoltre, secondo me, abbiamo bisogno di studiare in maniera approfondita su testi in inglese e il first aid e' troppo schematico per familiarizzarci con la lingua.

il kaplan,ho letto costa 200 dollari? è vero? 
Mi cogli impreparata. Non so dove si acquisti in Italia e men che  meno il prezzo. Almeno in America il kaplan non vende i libri da soli: sono parte del pacchetto costosissimo dei loro corsi (per me non valgono la pena ad eccezione dello step 2 cs). Motivo per cui c'e' un gran business su ebay. Non immagino abbiano tradotto le lecture notes in italiano. Nel caso, il mio consiglio piu' vivo e' di prenderle in inglese. L'esame e' in inglese e a tempo. Studiare su testi in inglese fatti appositamente per il superamento dell'esame mi sembra l'approcio piu' efficace.


ma è solo teoria,o anche quiz? quanti volumi sono?
teoria e quiz. sono otto volumi: anatomy, physiology, pathology, pharmaco, micro & immuno, biochem & genetics, our friend behavioral science, qbook. Ad ogni capitoletto segue una sezione di domandine/esercizi per vedere se abbiamo afferrato i concetti principali o ci e' sfuggito qualcosa. Per una valuazione piu' generale puoi usare il Q book (serie di tests, ciascuno composto da 50 domande, organizzati per materia). Infine quando sei a buon punto con la preparazione ti consiglio di usare i tests, a tempo, di cui ti dicevo sopra, dell'nbme e usmleworld. Sono entrambi due siti, non due libri.


in ultimo..sapresti dirmi la differenza tra qbank e qbook? servono entrambi?  
Il Qbook e' un libro di domande (ottavo volume di kaplan lecture notes) e Qbank e' un pool di domande online (qbank del kaplan, qbank dello usmleworld) per esercitarti e velocizzarti.



 3. Lo score
di recente ci sono stati dei cambiamenti con lo score: alle scuole di specialita' viene inoltrato solo il three-digit score e lo USMLE ha creato nuove tabelline con una nuova correlazione tra two-digit e three-digit score. qui


4. Come si scelgono le scuole di specialita'
La procedura per fare domanda d'ammissione in America e' molto semplice e alla luce del sole. Che a me piace molto. Noi applicants non interagiamo con nessuna scuola di specialita' direttamente. Tutto passa attraverso il filtro di una agenzia chiamata Electronic Residency Application Service (ERAS). Detto questo... gli AMG credo scelgano in base a due criteri: geografico e reputazione della scuola. Gli IMGs... imparano nel tempo che tanti, troppi IMGs non ricevono nemmeno una interview e che le interviews non garantiscono il posto in specialita'. Inoltre, gli IMGs hanno meno costrizioni geografiche e pertanto sono piu' spesso disposti a trasferirsi in aree piu' ambite cosi' come posti in the middle of nowhere. Quest'anno e' un annaccio dove la selezione per gli inviti alle interviews di medicina interna si e' rivelata di gran lunga piu' competitiva che in passato ma i numeri degli anni passati vedono domande a una decina di programmi per gli AMGs e un centinaio (con ampia deviazione standard) per gli IMGs.
A mio avviso il criterio principale che dovrebbe guidare uno straniero e' il seguente.
Obiettivo: fare breccia nel sistema americano, troppi IMGs restano a spasso per troppi anni.
Apply broadly.
Swallow your pride.
Consider moving.
Modalita' di selezione dei programmi: qualsiasi sia il criterio, generalmente pero' geografico, secondo me le scuole vanno scelte cosi':  15% top programs- 70% mid range programs- 15% back up programs. la proporzione naturalmente puo' variare a seconda della qualita' dell'application.




5. Infine vorrei lasciare un commento alla domanda di Louis:  con questo punteggio (> 95) si può aspirare alle scuole di specializzazione al top?
Quando imboccai questa strada, nella mia mente ancora scolastica pensavo che uno score brillante potesse garantirmi l'ingresso in una scuola di specialita' di un certo calibro. Poi nel tempo le statistiche, la mia amica messicana e l'esperienza di altri IMGs mi hanno fatto capire che un buono score e' cruciale per il successo ma non basta. Agisce solo da filtro per cui sotto una soglia (normalmente piu' alta per gli IMGs) le applications vengono scartate. Aspirare alto non nuoce ma ci sono tantissimi altri fattori che giocano un ruolo in questa selezione. E se quest'anno, in cui soffrono anche tantissimi AMGs spiazzati dalla competizione insolita che si e' creata per medicina interna, e' la nuova tendenza, un buono score potra' semplicemente garantire to stay in the game.

Ultima precisazione su una differenza Italia - USA. In Italia un neolaureato puo' iscriversi alla specialita' nella branca che desidera subito dopo la laurea. In America, salvo rare eccezioni come anestesia, radiologia e poche altre, tutti i neolaureati interessati ad una branca internistica fanno comunque tre anni di medicina interna e soltanto al termine della residency possono fare domanda d'ammissione alla specializzazione vera e propria che si chiama fellowship e dura un paio d'anni. idem per tutti i neolaureati interessati ad una branca chirurgica: fanno comunque x anni di chirurgia generale e poi si specializzano.

Bottom line... it's a long, tough road but the secret is keeping your chin up and taking one step at a time! And if you have questions, you can always ask Pookelina... she will do her best to help you out!
Good luck!

Saturday, May 28, 2011

Residency in the US

Gianfranco mi ha lasciato questo commento al post USMLE Step 1
Ciao Pookelina,
sono un tuo collega, mi son laureato nel 2009 ed attualmente sto in guardia medica in attesa di trovare un posto in specialità.

Avevo pensato di specializzarmi in Italia od in Europa ed intanto fare gli steps, sai, impara l'arte e mettila da parte... , che ne pensi?
Ma il Toefl serve er fare l'esame o solo se poi uno vuole fare la specializzazione lì?
Un'altra domanda: se riuscissi a fare tutti gli steps (sempre nei sette anni) anche non volendo fare la residency etc etc sarei sempre abilitato a lavorare negli USA?
Grazie mille in anticipo e buon lavoro!
Gianfranco


Nei commenti ho abbozzato una risposta riproponendomi di rielaborarla qui con maggiori dettagli. Eccola! E mi scuso perche' mi e' venuto un poema. Spero sia utile!

Premessa. Quest'autunno, quando faro' l'application per la residency e vivro' il processo in prima persona, mi si chiariranno molte idee, ora scrivo dell'infarinatura che ho avuto finora... e aggiornero' poi.

Nella risposta ho scritto il mio consiglio e' quello di imbarcarti nello studio dello USMLE solo se hai intenzione di venire a praticare in USA. Per due motivi: e' un percorso che richiede tempo, dedizione e anche un po' impegnativo economicamente. Inoltre, e soprattutto, entrare in una buona scuola di specialita' in America non e' proprio semplice. Cerco di scrivere presto un post a riguardo.

Allora la ragione del mio consiglio sta nella difficolta' di entrare nel sistema americano. Che che ne dicano, c'e' sempre un briciolo di diffidenza verso candidati provenienti da altri paesi. Non per razzismo o discriminazione ma per remore sul tipo di training che e' stato offerto al candidato straniero che chiameremo IMG ( da international medical graduate). Da quello che ho capito finora, la principale preoccupazione di un direttore di specialita' e' che un IMG sia in grado di "funzionare" nel sistema americano.
Parentesi: La scuola di medicina qui si fa dopo 4 anni di undergraduate dove lo studente studia un po' quello che vuole, c'e' chi sceglie settori umanistici chi invece si porta avanti con materie come biochimica, biologia, fisiologia etc... In ogni caso, il test di ammissione alla medical school, l'MCAT, e' molto serio e selettivo.  La medical school consiste in un 2+2 ossia 2 anni di preclinica e 2 anni di clinica. La parte clinica non e' un semplice tirocinio in cui lo studente si unisce al giro in ospedale e ascolta e interagisce solo verbalmente. Lo studente americano fa l'anamnesi, l'esame obiettivo, discute la diagnosi differenziale, possibili esami diagnostici da richiedere e opzioni terapeutiche. Fa i turni di notte, affiancato da specializzandi (intern (1anno), resident (2&3'anno) e fellow (eventualmente dopo la residency)) sotto la supervisione di un attending physician. In tanti altri paesi lo studente di medicina non riceve questa esposizione e coinvolgimento all'attivita' clinica e questo e' cio' che causa riserbo nei nostri confronti. Da qui la ragione per cui le scuole migliori richiedono al candidato straniero una clinical clerkship in un ospedale del sistema americano di una durata di almeno 2 mesi (f.e. University of Washington a  Seattle) fino ad un anno (f.e. Harvard), normalmente specificando che observerships ed externships non contano. Una clinical clerkship si distingue dagli altri due tipi di tirocinio per il coinvolgimento attivo del tirocinante (quello che fa lo studente di medicina al terzo e quarto anno in America). Ora, sono studenti pure loro e come noi non nascono imparati, quindi non e' che si destreggino con disinvoltura e sicurezza come un attending physician ma il punto e' che il diverso approcio al training clinico puo' giocare a nostro sfavore. (Come si organizza una clinical clerkship... io sto ancora provando, e la mia strategia e' bussare, bussare, bussare... postero' a riguardo se questo knocking avra' buon fine). Infine, poi chiudiamo la parentesi della clinical clerkship, le scuole di specialita' piu' quotate (non solo Harvard, UCSF, Johns Hopkins, etc!!!) richiedono le famose LoR (letter of reccomendation), spesso specificando che le LoR devono essere scritte da clinicians. Lo straniero e' venuto in USA  a fare ricerca (quello che fanno tanti) e il PI scrive una bella LoR?  Le sue belle parole saranno piu' utili nella valutazione del candidato come persona che come medico, ossia l'esperienza nella ricerca non attenua le remore sul nostro training clinico.

Perche' tanti neolaureati, che sono interessati esclusivamente alla clinica e non alla ricerca, vengono in USA e fanno ricerca e non tirocini in ospedale? La spiegazione secondo me piu' plausibile e' la seguente (io in questo caso non faccio testo perche' la mia storia e' un po' diversa  e non sapevo se avrei vissuto qui o meno). La maggior parte dei programmi sponsorizzano J-1 visa (non H-1 B visa e la differenza principale  e' che il J-1 visa e' un visto non-immigrante mentre dall'H1B visa si puo' iniziare un'application per la green card). Esiste una clausola che si applica solo al J-1 visa ma non all'H-1b visa che si chiama two year residency requirement. Ossia, lo straniero che viene in USA e svolge un qualsiasi tipo di attivita' clinica che coinvolga pazienti,  ha l'obbligo, al termine del training in america,  di ritornare nel proprio paese per due anni. Una scappatoia c'e': praticare in medically underserved regions degli USA.

Benche' io sia del parere che di fronte ad istruzione e salute il lato economico passa in secondo piano, mi sento un po' in dovere di menzionare che il percorso per diventare medico in USA e' un po' oneroso. Gli esami viaggiano sugli 840$ step1 e step2ck (con sovrattassa se sostenuti al di fuori degli USA) e 1300$ step2cs (piu' alloggio e volo visto che si puo' sostenere solo in cinque citta' americane che sono Atlanta, Chicago, Philadelphia, Houston e Los Angeles). Piu' i libri di testo, il costo dei quiz online (e' possibile usare nbme, usmleworld, kaplan e secondo me vanno fatti perche' il voto conta tanto al momento dell'application e io suggerirei di puntare ad uno score >95). Poi c'e' il costo della traduzione di tutti i documenti che devono essere presentati in lingua originale e traduzione ufficiale. Ed infine, il costo dell'application che include il costo dell'invio dell'application ad ogni programma (non postale ma la tassa che si paga alla eras perche' invii le nostre applications alle scuole desiderate) e le spese delle interviews (volo e alloggio). Di questo pero' voglio scrivere piu' avanti per fornire informazioni accurate. In ogni caso, qui avevo accennato al processo e al match.

Infine, e questo e' forse lo scoglio piu' grande e vi rimando al sito ufficiale del nrmp, un po' di numeri. Secondo me merita di essere letto questo pdf: http://www.nrmp.org/data/resultsbystate2011.pdf.

Detto questo, non per scoraggiare ma per informare e condividere con chi vive all'estero le informazioni a cui io, vivendo qui, ho avuto piu' facile accesso tramite le informational interviews, diventare medico in USA e' una strada, che se anche io ho appena imboccato, mi sento di dire vale la pena: l'America avra' tante pecche ma  ripone un valore immenso nell'education e nel training di chi ne rappresenta il futuro. Un posto eccezionale per chi aspira ad un training che faccia di noi  il medico migliore che possiamo essere. 

Quindi due consigli per chi intraprende questo viaggio:
- puntate ad uno score > 95 (anche se i cut-off di tante scuole sono inferiori, per un IMG e' sempre bene presentarsi con un voto piu' alto della media americana che ora credo sia 90)
- se volete fare della ricerca, cercate di ottenere una first-author publication e una presentazione, possibilmente orale, altrimenti poster, ad un congresso
- iscrivetevi al match il prima possibile dalla data della laurea
- cercate di organizzare una clinical clerkship
- senza istigare a matrimoni d'interesse, se riuscite ad ottenere la green card, non vi nuocera'

Per dovere di cronica, ho sentito diverse persone fare la seguente cosa.
Non avere l'application ideale. Mandare l'application a scuole di specialita' senza infamia e senza lode (che pero' in America vuol dire). L'anno successivo, ripetere la domanda di ammissione mandandola a scuole di specialita' competitive e utilizzando quel primo anno di specialia'come clinical clerkship.

Vi raccontero' prossimamente gli altri pezzettini della mia storia verso la residency... che per ora sono ancora un mistero anche per me ma li postero' mano a mano!

A tutti  in  bocca  al  lupo!!!

Friday, May 27, 2011

Empatia

A lato di una porta in un ufficio del dipartimento di bioengineering, proprio accanto a dove studiavo io oggi:

Sunday, May 22, 2011

Gli anni piu' belli

C'e chi dice che gli anni piu' belli siano quelli dell'universita', chi sostiene siano quelli in qualche altra fascia della vita, dal canto mio... come anni piu' belli non saprei quali scegliere, ma qualcosa mi dice che i miei siano proprio questi. Questi che sembrano i piu' poveri, i piu' monotoni, i piu' difficili, i piu' statici... ma che sono gli anni in cui sto crescendo esponenzialmente, in cui sto imparando un sacco, non della medicina ma della vita, in cui sto facendo tanti progressi. Se scorro la mia vita, la vedo spezzettata in tante fasi e ogni fase e' uno spaccato di volti, obiettivi, pensieri, amicizie, paure, viaggi, gioie, delusioni, piccole conquiste, canzoni etc. Sono affezionata a ciascuna di queste fasi e mi piacciono tutte nell'insieme, anche quelle che al tempo mi sembravano insopportabili, forse perche' ora le capisco, mi vedo dall'esterno, mi scappa da sorridere di fronte alla mia ingenuita' e impreparazione alla vita.

Tra poco piu' di un mese compiro' gli anni. Lo scorso compleanno e quello in arrivo mi danno tanto da pensare. Perche' il compleanno l'ho sempre vissuto come un bilancio e un traguardo, un giorno in cui festeggiare il genetliaco con gli amici, le mie conquiste con me stessa. Ecco, se penso a cosa ho fatto quest'ultimo anno e mezzo... la sola risposta e' struggle for my dreams che e' un'espressione che adoro perche' proprio calza a pennello le mie giornate. Quando lavoravo in laboratorio, avevo una vita che razionalmente mi sembrava "perfetta". Matt ed io eravamo sotto lo stesso cielo, anche Matt lavorava e avevamo ogni weekend per noi, per prendere la macchina ed immergerci in un nuovo ricordo, in nuovi paesaggi, in nuove emozioni. Avevamo un'altra disponibilita' economica che ci permetteva di coccolarci molto di piu'. Io ero molto piu' spensierata, piu' attiva, raccoglievo le prime soddisfazioni professionali, al lavoro mi trovavo bene, non facevo proprio il lavoro dei miei sogni pero' credevo in quello che facevo, sia da un punto di vista scientifico che da un punto di vista personale. Se guardavo i miei giorni razionalmente, avevo una vita di cui non potevo che essere soddisfatta. Eppure, se guardavo dentro di me, non mi sentivo per niente felice. Ed era una sensazione orribile e tanto destabilizzante perche' mi portava a rimettere in discussione la scelta di venire in America e quello che volevo dalla vita.  E' in quei mesi che e' iniziata la mia struggle for my dreams. Prima il ministro dell'istruzione, il preside del liceo, il preside della facolta' di medicina mi avevano dato una lista molto chiara di cose da fare per raggiungere i miei sogni. A me bastava sedermi ad una scrivania ed essere diligente. In quei primi mesi oltreoceano ero io nelle mani di me stessa, non c'era semplicemente un bivio ma un numero di strade infinito che equivaleva a non averne neanche una, c'erano i sogni al punto d'arrivo e nulla di prescritto per raggiungerli. Li', con tutta quella liberta' di scelta nelle mie mani ho capito, o meglio, lo sapevo da sempre, pero' ho finalmente accettato che essere felici e' una scelta. Che non ci si merita proprio nulla. Che lamentarsi e' molto piu' facile di riconoscere quello che abbiamo. Che lamentarsi e' molto piu' facile che essere felici. Che, presente la salute, non c'e' motivo alcuno per non essere felici. Che essere felici e' nelle nostre mani cosi' come nelle nostre mani e' cambiare cio' che non va. E questo e' cio' che rende lo scegliere di essere felici diverso dall'accontentarsi. C'e' la possibilita' di cambiare quello che non ci piace, di fare del nostro meglio per rendere la realta' piu' simile ai nostri desideri, di andare a dormire sereni, soddisfatti, contenti ogni sera. Ho sempre trovato superficiale e ipocrita l'abitudine americana di rispondere a tutto wonderful. Poi un giorno ho deciso che non mi importava piu' se quel wonderful fosse vero o meno. Ho deciso che era giusto. Che tutto quello che avevo (che non era nulla di stratosferico ma semplicemente nella media) ecco, tutto cio' era wonderful. E ho traslato la scala della felicita'. Sono diventa molto piu' appreciative e porto sempre con me il beneficio del dubbio. E questa trasformazione credo sia la cosa piu' grande che ho fatto in America.

L'altra grande cosa e' questa benedetta certificazione che ha imbrigliato la mia vita ma che sento essere cosi' giusta. Mi sento sfidata, mi sento viva, mi sento vera, sento che sto dando l'anima per qualcosa in cui credo con tutta me stessa, sento il desiderio di diventare medico ardere e consumare l'inconsumabile dentro di me. Sento il bisogno di entrare in specialita' il prima possibile perche' quel training faccia di me il medico piu' competente e compassionevole che posso essere. Voglio finalmente svegliarmi e fare ogni giorno cio' che sogno da sempre.

E allora questo sabato sera ad esternare i miei pensieri sul blog mi sembra perfetto cosi' come e'. Le cene fuori, i pensierini, le vacanze, i weekend per noi, tante piccole attivita' di svago torneranno... e quando torneranno, allora, e solo allora, renderanno questa vita "perfetta" perche' in quel momento avro' finalmente raggiunto il mio obiettivo piu' grande. Ma nel frattempo, credo davvero che siano proprio questi gli anni piu' belli. Per la vita, l'opportunita' e la liberta' che portano dentro di se'.

Thursday, March 10, 2011

USMLE Step 1

Visto che tra alti e bassi quello che ho fatto in questi giorni e' stato studiare per il boards, ecco qui il post sullo USMLE Step 1, la prima parte dell'esame di stato americano di medicina e chirurgia. Al famoso studente di medicina che sta pensando di iscriversi alla specialita' oltreoceano. E che ho alquanto trascurato.

USMLE  Step1 copre la parte pre-clinica del corso di laurea di medicina e chirurgia: anatomia, fisiologia, patologia, medicina genetica, biochimica, immunologia, microbiologia, statistica, "behavioral science". E' un esame al computer, a tempo, a risposta multipla. E' costituito da sette sessioni di un'ora ciascuna. A queste sette sessioni se ne aggiunge un'ottava per una durata complessiva dell'esame di otto ore (sembrano tante ma dato il livello di concentrazione volano!). L'ora extra viene gestita "a piacimento" per eventualmente seguire il tutorial all'inizo dell'esame o concedersi delle pause tra una sessione e l'altra (rimanendo al computer oppure lasciando la stanza). Durante quelle sette ore vengono testate le aree sopracitate ma ogni disciplina ha un peso diverso nell'ambito dell'esame. Alcune domande coprono più' aree. Potrei andare avanti per ore a parlare dello step1 ma tanto vale che leggiate le informazioni sui siti ufficiali (usmle, ecfmg). Io vorrei solo affrontare tre punti:

Tempi
Qualcuno e' arrivato su Pookelina cercando "usmle: quanto tempo si impiega".
A mio avviso, studiando a tempo pieno, sei mesi per step 1 e sei mesi per step 2 (o almeno e' quello che sto cercando di fare io). Se una persona lavora, la durata della preparazione lievita. Ovviamente c'e' un margine di variabilita' individuale sulla base delle conoscenze gia' acquisite, il livello di inglese, la capacita' di affrontare un test, il tempo trascorso dalla laurea. E, la variabile a mio avviso piu' importante, l'obiettivo finale: passare l'esame - essere nella media - eccellere. In base all'obiettivo cambiano anche i tempi richiesti per la preparazione. A riguardo, per me e' stato utile leggiucchiare questo blog http://blogs.askdoc-usmle.com/. Comunque, qualsiasi sia l'obiettivo, essendo un esame a tempo, bisogna essere un po' svelti e avere una buona padronanza delle materie. Quando l'ho fatto io, mi pare fossero 46 domande in 60 minuti per sessione.


Materiale
Conoscere il proprio obiettivo e' fondamentale anche per decidere quando sostenere l'esame. Oltre ai libri di testo (v. sotto) ci sono dei siti (secondo me preziosissimi) che offrono delle simulazioni usando lo stesso software che verra' usato il giorno dell'esame. Questi test sono costruiti con domande di esami presentati in passato e con un livello di difficolta' simile a quello del test effettivo. Al termine della simulazione viene immediatamente generato uno score e un grafico che attraverso degli istogrammi mostra la performance in ogni area, per quel giorno e per i test di prova precedenti.

I siti che io ho utilizzato per prepararmi sono i seguenti:
Molto preciso nel valutare il livello di preparazione. Purtroppo riporta l'esito come voto globale e performance nelle singole aree ma senza specificare le risposte sbagliate e senza fornire spiegazioni.
E' utile come strumento di studio: ogni risposta e' accompagnata da spiegazioni dettagliate, aggiornate, chiare e complete sul perche' una risposta e' corretta e tutte le altre, una per una, sono sbagliate.
  • E poi so che anche il kapaln ha una qbank qui ma io non ho fatto quei quiz.

Testi:
Secondo me e' fondamentale avere un testo in inglese.
Gli americani tendono ad usare il First Aid for the USMLE Step1.
Per gli stranieri la scelta dei libri dipende dal tempo trascorso dalla laurea e da quello che si e' fatto nell'arco di tempo intermedio. Quello che ho usato io a distanza di due anni abbondanti dalla laurea:
  • USMLE Step1 Lecture Notes del Kaplan
Piu', secondo me fondamentali,
  • Anatomy: High-Yield Gross Anatomy (author: Ronald Dudek)
  • Neuroanatomy: High-Yield Neuroanatomy (author: James Fix)
  • Pathology: Rapid Review Pathology (author: Edward Goljan)
Eventualmente ma piu' da consultare che come testo di studio
  • Biochemistry: Lippincott's Illustrated Reviews: Biochemistry  (fatto molto bene ma va ben oltre quello che e' richiesto dal boards)
  • Microbiology: Clinical Microbiology Made Ridicolously Simple
  • Pharmacology: Lippincott's Illustrated Reviews: Pharmacology (fatto molto bene ma va ben oltre quello che e' richiesto dal boards)

Data dell'esame
Infine: come interpretiamo il punteggio dei test dell'nbme ossia come sappiamo se siamo pronti per raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissi?
Io avevo trovato questo thread con questa tabella su http://www.prep4usmle.com
per me e' stato utilissimo per estrapolare dallo score il mio livello di preparazione


 


















E con tutte queste informazioni... eccellete please :)! Good luck!

Wednesday, January 19, 2011

Struggling for your dreams

Ecco, oggi inizio una serie di posts che avrei tanto desiderato trovare io l'anno scorso. Noiosissimi per la maggior parte spero possano tornare utili a quello studente/neolaureato in medicina che forse passera' di qua.

Caro studente di medicina che stai prendendo in considerazione di specializzarti negli Stati Uniti, ecco per te a grandi linee il percorso che ti aspetta:

  • Primo passo: ottenere il riconoscimento della laurea italiana da parte del sistema americano, ossia ottenere la  certification dall' ECFMG. Lo farai: 
    • Presentando un malloppino di documenti (credentials) all'ECFMG 
    • Superando le tre parti dell'esame di stato americano di medicina e chirurgia (USMLE)
  • A settembre inizierai a mandare le domande di ammissione (application season) alle scuole di specialita' di tuo interesse attraverso un sistema computerizzato chiamato ERAS
  • Ottobre-novembre-dicembre sono i mesi dei colloqui (interview season)
  • A fine febbraio dell'anno successivo i candidati e le scuole di specialita' esprimeranno le proprie prefereze. Il computer le abbinera' in una graduatoria finale.
  • Verso la meta' di marzo ci sara' il famoso match in cui verra' reso noto l'esito di questo abbinamento computerizzato.
  • Non tutti i partecipanti al match vedranno le scuole da loro scelte ricambiare la preferenza. E viceversa. Per questi casi spaiati c'e' lo scramble in cui i partecipanti che non hanno un ospedale come controparte contattano gli ospedali con posizioni vacanti indipendentemente (ossia non attraverso la ERAS) per fissare un colloquio dell'ultimo minuto.
  • I partecipanti che avranno ottenuto un posto in specialita' attraverso il match o attraverso lo scramble inizieranno la specializzazione (residency) a luglio.
  •  Congratulations!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!




Ora, ritornando all'inizio di quest'avventura, il primo passo e', come detto, ottenere la certification dalla Educational Commission For Foreign Medical Graduates (ECFMG). Questa certification riconosce il percorso di studi presso l'universita' di medicina italiana e permette di accedere (o comunque fare domanda) alle scuole di specialita' americane.
La certification, abbiamo detto, viene ottenuta tramite:

1. la verifica da parte dell'ECFMG dei credentials. I credentials richiesti sono elencati in dettaglio nell'opuscolo informativo dell'ECFMG, in cui tra il resto e' racchiuso tutto quello che c'e' da sapere sullo USMLE. E' un po' lungo ma benfatto e molto chiaro nella descrizione dell'intero procedimento, passo per passo, dei tempi, dei requisiti etc.

2. il superamento dell'esame di stato americano di medicina e chirurgia ossia lo United States Medical Licensing Examination (USMLE), che si compone di tre parti: Step 1, Step 2 Clinical Knowledge (Step2 CK) e Step 2 Clinical Skills (Step2 CS).

Step 1 copre la parte pre-clinica del corso di studi, Step 2 CK la parte clinica. Entrambi sono esami a scelta multipla, a tempo, vengono sostenuti al computer e vengono offerti dai centri della Prometric che ha sedi sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo.

Step 2 CS invece e' un esame pratico e viene offerto solamete nei centri della Clinical Skills Evaluation Collaboration (CSEC) che si trovano ad Atlanta, Chicago, Houston, Los Angeles, Philadelphia. Non e' possibile sostenerlo in nessun'altra citta' e men che meno continente. Quindi, in poche parole, potete sostenere i primi due in Europa mentre per il CS dovete volare qui.

Infine, una nota sullo Step2 CS. Da un po' di anni il TOFEL non viene piu' richiesto. La conoscenza dell'inglese viene valutata durante lo Step2 CS in cui praticamente lo studente gioca a fare il dottore con persone che si fingono pazienti mentre esaminatori osservano le scenette e giudicano la conoscenza dell'inglese (e non solo).



    Per ora mi fermo qui con la descrizione dello USMLE. Vorrei solo aggiungere due precisazioni.

    Io sono nel mezzo della certification e di conseguenza ci sono aspetti, soprattutto relativi ai passi successivi, che potrebbero essere imprecisi.

    Secondo, il boards (con cui viene indicato a volte lo USMLE, in particolare Step1) e' noto per incutere timore in chi lo deve sostenere. Soprattutto negli IMG (international medical graduate). Nelle mie ricerche online sono incappata in forum dove il panico regnava sovrano (e quando succede il mio consiglio e' di chiudere la finestrella e basta). Non lo nego: ci vuole tanta determinazione, tanta forza di volonta' e anche un pizzico di energia per riprendersi da inevitabili momenti di scoraggiamento.
    Pero' questi posts non sono qui per spaventare o demoralizzare ma per condividere la mia esperienza e affrontare il board come una volta mi disse il mio prof americano: A comes first. B comes after A. C comes after B. O qualcosa del genere. Per dire che spezzettando questo sogno in tanti piccoli obiettivi piano piano si avverera'!

    E questa foto la posto qui perche' e' un pensiero che mi ricorda il mio Step1... perche' possa portare tanta fortuna a te, futuro medico, e a te lettore che stai... struggling for your dreams!