Sunday, January 9, 2011

Crabbing

Su ispirazione di un commento al post precedente:
Come distinguere se un granchio appartiene al gentil sesso?

L'anatomia del granchio e' conoscenza a me non nota e non mi addentro nell'argomento. Pero' vi svelero' il trucchetto che ci ha insegnato Mark, l'amico che pazientemente ci illustra i segreti del mestiere nelle uscite clamming/crabbing.

Eravamo rimasti che...
Andate a curiosare nella crab pot e trovate un sacco di granchi!

Esultate!

Raccogliete un granchio dalla crab pot (o, nella mia versione, fate raccogliere il granchio a mani altrui).

Lo tenete immobilizzandogli le chele.

Lo girate e guardate la forma dell'addome.


 Se l'addome e' largo e rotondeggiante, state tenendo tra le mani una lady crab.
                                                (foto tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/File:Pachygrapsus_marmoratus_male_female.png)


Se l'addome e' stretto e triangolare, avete tra le mani un gentleman crab.
                                                (foto tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/File:Pachygrapsus_marmoratus_male_female.png)



Semplice, no?



Eccezione alla regola.

Dopo aver appreso queste nozioni da Mark, siamo andati sulla riva a cercare le clams.

Mentre chini esaminiamo la sabbia, troviamo un piccolo rilievo un po' anomalo. Che sia comunque un vulcano sotto al quale la clam se la sta spassando? Proviamo con il clam tube ma non affonda.
Perplessi e incuriositi, scaviamo un pochino e... oh, c'e' un granchio!

Sottoponendolo a qualche acrobazia, riusciamo a portarlo in superficie.

E' ora di verificare se sappiamo applicare le nozioni tanto semplici che Mark ci ha illustrato.

Malamente, senza nemmeno troppo contatto, riusciamo a girarlo e metterlo a chele all'aria:

oops...cos'e'?

mumble, mumble...


 ... una signora granchio in dolce attesa  :)!


E mentre vi raccontavo il tutto, fuori dalla finestra e' iniziato a nevicare...

Saturday, January 8, 2011

Clamming




Clamming consiste fondamentalmente nel raccogliere le vongole, in particolare la varieta' razor clam (a fianco). Si fa sull'oceano, lungo
la battigia, alla luce del tramonto, quando la marea si ritira. E' un'attivita' molto popolare qui nel Northwest ed estremamente regolamentata. Vengono effettuati controlli periodici per monitorare la popolazione di clams e in base ai risultati viene determinata la frequenza con cui clamming e' consentito. Ci vuole una licenza, si possono raccogliere al massimo quindici vongole a persona e non si possono scartare (sono insabbiate e non si vede la dimensione se non dopo averle raccolte).

Queste vongoline se ne stanno nascoste sotto la sabbia. Ogni tanto pero', ahime', schizzano un getto d'acqua che, attraversando la sabbia sovrastante, forma un piccolo vulcano in superficie, facilissimo da riconoscere. Ora sapete che la razor clam e' li'.


Se la volete portare a casa, dovete utilizzare il clam tube ossia questo strumento a sinistra. E' cavo e va dapprima premuto nella sabbia circondando completamente il vulcano (il cui diametro e' sempre minore di quello del clam tube) e successivamente estratto. Nella parte inferiore dell'impugnatura c'e' una piccola apertura da lasciare scoperta quando si scava e da chiudere con un dito quando si ritira il tubo dalla sabbia. Con questa manovra si risucchia la colonnina di sabbia formatasi nella cavita' del clam tube e se siete fortunelli al suo interno c'e' pure la vostra clam.





Ora, c'e' chi lo fa per poi sbizzarrirsi in cucina. Niente da dire a riguardo perche' le razor clams possono essere gustose (ma antipatiche da pulire). Pero' la parte piu' bella e divertente e' semplicemente cercarle e raccoglierle sull'oceano. E non immaginatevi l'oceano della California. Qui la costa e' molto piu' selvaggia (foto a lato). E spettacolare in altro modo.
Inoltre fa effetto essere in mezzo alla natura per ore e poi, quando arriva il tramonto e tutti accendono la lampada frontale, tutto a un tratto, veder comparire un mini skyline di testoline illuminate.





Se poi siete stati previdenti e al mattino avete immerso una crab pot con dentro la gabbietta di esche, potete andare a controllare se avete preso qualcosa anche li'! Ma con il righellino apposito per misurare il granchio! Se le dimensioni sono sotto la soglia o se il granchio e' femmina, torna in acqua! Ma tanto... voi siete gia' stati bravi con le clams, no?!

Friday, January 7, 2011

Going around Seattle

Come in tante citta' anche qui si va in giro a piedi, in bici, in bus, tram, streetcar, monorail, in macchina, in taxi e chi piu' ne ha piu' ne metta.





Mezzi di trasporto piu' curiosi a me sembrano:

La duck boat, un coloratissimo veicolo anfibio a quattro ruote che, quando ancora sull'asfalto si trova di fronte l'acqua, invece che fare retromarcia, si accovaccia e inizia a navigare.        


Lo skitching ossia giovini baldanzosi sullo skateboard si attaccano al retro degli autobus e si lasciano trainare lungo le strade (mentre le macchine dietro si infuriano).



L' idrovolante, per un giro panoramico e apprezzare l'area nel suo insieme.



E infine, per me il modo piu' bello, in barca a vela! Seattle non mi ha mai fatto impazzire architettonicamente. Pero' vista dall'acqua e' un gioiellino. E possedere una barca a vela nello stato di WA e' molto comune e non troppo oneroso. Noi invece la noleggiamo in universita': 100 punti alla UW!!!!


Thursday, January 6, 2011

"Hi!"

Durante il primo periodo di vita oltreoceano mi stupivo di tantissime cose. Con il tempo molte sono diventate "normali". Una cosa che ora mi viene spontanea ma ancora mi sorprende se non altro per quanto mi fa contenta e' quell'"hi!" sorridente che si scambia tra perfetti sconosciuti quando ci si incrocia per strada o al parco. Mi piace. Mi sembra cosi' sincero e genuino. E mentre ieri correvo per la prima volta dopo le vacanze e tra me e me infierivo contro la pausa natalizia, i lauti pasti e i peccati di gola, gli "Hi!" sorridenti degli altri runners mi hanno messo proprio di buon umore e caricato per lo sprint finale!
 
E questo invece e' uno dei tanti scoiattoli con cui condivido Seattle e che sono proprio ovunque. Precisazione: lo scoiattolo con qualche chiletto di troppo della foto a fianco in verita' vive a Boston. Quando mi sono trasferita a Seattle lo stupore per gli scoiattoli era gia' scemato, per cui non ho foto. Pero' dal WA ho una foto di un chipmunk, parente stretto dello scoiattolo, che, almeno qui, ancora vive allo stato selvatico e non ho ancora visto cibarsi di paninozzi e avanzi lungo i marciapiedi ed essero inseguito dai cani!

Tuesday, January 4, 2011

Nicknames


Un altro soprannome di Seattle e' the Rain City. Il tempo trascorso in questa citta' pero' mi ha portato alla conclusione che questo soprannome e' inesatto. Non e' che piova poi cosi' tanto e cosi' spesso. Quando piove, generalmente e' una pioggerellina leggera che solo raramente e per qualche ora diventa pioggia battente. Infine i tuoni fragorosi dei nostri temporali di fine estate qui sono un fenomeno del tutto inusuale. Bottom line: Seattle andrebbe piuttosto ribattezzata the Extremely Cloudy City.

Ma in questi giorni si e' mostrata in tutto il suo splendore! E allora immortaliamola nel sole, che da domani saremo nuovamente sepolti sotto una noiosissima coltre di monotone nuvole






Monday, January 3, 2011

Welcome to the Emerald City!


 L'Emerald City e' proprio quassu', in quest'angolino di mondo subito sotto il Canada.
E la citta' da cui verra' scritto questo blog, almeno per ora.



Questa e' Seattle downtown



 Questo lo Space Needle, simbolo inconfondibile della citta'


 Anche se per onesta' e coerenza con le condizioni metereologiche della citta' la maggior parte dell'anno avrei dovuto postare questa di foto
 



 E infine il tramonto da casa nostra ieri sera



Insomma, benvenuti a Seattle!










Sunday, January 2, 2011

Un post per

condividere con voi la sobrieta' delle decorazioni natalizie di questa casa.


Una foto soltanto non riusciva ad inquadrarle tutte