Saturday, February 26, 2011

Growing up

Doveva essere una serata a due. La sottoscritta e l'amica che ha deciso di iniziarmi alla cucina asiatica. Stasera in programma c'era la cucina vietnamita. Suo marito avrebbe guardato la bimba. Contrattempo al lavoro. Il marito non riesce a rincasare in tempo. La piccola viene con noi. E questo e' stato il mio venerdi' sera:
  • Cenetta a disegnare farfalle e colorare alberi rosa, un sole verde e animali multicolori.
  • Tra un colore e l'altro, spezzetto il pollo da mettere in una ciotolina per la piccola e per il cagnolino di peluche che siede al nostro tavolo.
  • Saliamo in macchina e la piccola viene davanti con me, gurda la mamma e, gia' impugnando il cambio, esclama: "I'll drive!".
  • Arriviamo a casa sua dove facciamo un puzzle da tipo 15 pezzi, 5x5 cm l'uno, e fortunatamente la mamma mi fa da interprete.
  • Poi viene l'ora del bagnetto. La piccola entra nella vasca da bagno con al seguito un corteo di animaletti. Ma non bastano! Mi guarda ed esclama: "Miky! Come!". Continuo a giocherellare da fuori la vasca, ignorando la richiesta. "No! No! Miky! Come!". Sempre piu' insistente. Due minuti ed eccomi a sguazzare nell'acqua con la bimba, con i pantaloni arrotolati alle ginocchia, mentre la mamma le lava i capelli.
  • Giochiamo con le paperelle che spruzzano l'acqua. Ride e se la gode. Poi si lamenta un pochino per lo shampoo che le brucia negli occhi. E, prima ancora di aver completato la frase, gia' sorride pescando un felice pesciolino giallo.
  • Ci asciughiamo e, tra venti pannoloni esattamente uguali, scegliamo quello da mettere.
  • Poi ci sdraiamo sulla coperta e, accoccolate tra i cuscini, leggiamo una storia mentre la mamma le riscalda un po' di latte. 
  • Nel frattempo e' ritornato il suo papa' che se la prende tra le braccia e si incarica di addormentarla. Mi accovaccio e lei, sgambettando, allarga le sue braccine per l'abbraccio della buona notte. Con la mamma scendiamo in soggiorno, un'oretta di chiacchiere sul divano. E ora sono gia' a casa.

Felice. Di questo venerdi' sera cosi' diverso dal solito. Cosi' diverso dalla vita di sempre! ...E che preannuncia un capitolo di vita davvero speciale!


Un bellissimo weekend a tutti!

Thursday, February 24, 2011

Incipit

In Italia dovevo sempre vincere la timidezza prima di fare amicizia. In America, invece, mi ritrovo spessissimo a chiacchierare con perfetti sconosciuti. E l'inizio delle mie conversazioni ricalca ogni volta i seguenti incipit.


Pookelina "..."
"What a lovely accent. Where are you from?"
"Italy!"
"Oh, Italy, how wonderful!"
Gongolante: "Have you ever been there?"
"Yes, -e immancabilmente: -I've been to Rome, Florence and Venice."


A Matthew per strada alterniamo tra un "Hey, man, how tall are you?" or "What's the weather like up there?". Ma carinissima fu la mia vicina di casa a Bologna, una signora emiliana di mezz'eta', che quando vide Matt per la prima volta esclamo' "Mo ve, ma ne hai mangiati di tortellini per crescere cosi' tanto!"


E intanto fuori nevischia : D!!!

Tuesday, February 22, 2011

Kalaloch

Sabato mattina ci siamo svegliati con un sole luminoso che trapelava tra le listarelle delle veneziane. Dalle previsioni del tempo i cerchietti gialli della felicita' si sarebbero susseguiti senza interruzione per l'intero weekend... prendere o lasciare! E' bastata un'occhiata e due ore dopo eravamo in macchina!

Lungo la strada il vulcano Mt. Rainier
Dopo qualche ora di guida eccoci a destinazione: Kalaloch, ossia, il mio primo incontro con l'oceano Pacifico nel WA state, un amore a prima vista! Kalaloch e' quella punta dell'Olympic National Park che si affaccia sull'oceano. Il parco nazionale, invece, si estende nell'entroterra della Olympic Peninsula, e' noto per la foresta pluviale e le magnifiche montagne ed e', qua e la', costeggiato da alcune delle Indian reservations del WA state. Cosa c'e' da vedere a Kalaloch? Ci sono un campeggio, una lodge e lo splendore della natura. La lista termina qui ma un pomeriggio a Kalaloch, secondo me, e' un must per i visitatori del parco nazionale.

Detto questo, bando alle chiacchiere, via alle foto.

Il nostro campsite. Al di la' delle piante l'oceano. La nostra tenda e' stata piantata nella nicchia piu' in fondo. Peccato che in foto non dica molto.

Ed e' proprio la posizione che rende questo campeggio cosi' speciale: i campsites sono disposti lungo la costa, a picco sulla riva, a pochi metri dall'oceano, ricavati tra gli alberi. I migliori, poi, si affacciano direttamente sull'oceano, senza interposizione della vegetazione. La spiaggia e' facilmente accessibile tramite dei brevissimi sentierini o delle scalette. La natura e niente altro tutt'attorno.

L'oceano Pacifico...un po' di sghimbescio
La costa selvaggia con i caratteristici tronchi degli alberi sradicati durante i temporali che si abbattono sulla penisola

Il tramonto
Lo scorso weekend inoltre era un clamming weekend. E quindi ecco qui alcuni clam diggers!

E poi... il cielo.
Purtroppo non ho una foto da postare perche' anche la macchina fotografica si e' ritirata in buon ordine al cospetto della Via Lattea. E' proprio qui che ho visto per la prima volta la Via Lattea. Ma era stato un incontro fugace, nel mezzo della notte, ancora mezza addormentata. Sabato sera invece erano solo le 20.30 quando la Via Lattea era gia' visibile. Una striscia flebile, una fioca polvere di stelle, come si suol dire. E sovrapposte e tutt'attorno alla Via Lattea un sacco di altre stelle, tantissime, di varie dimensioni e luminosita', singole o in costellazioni. Uno spettacolo. Abbiamo anche visto una stella cadente: sembrava scivolata fuori dalla via lattea in caduta libera nell'oceano, e invece si e' persa nel buio della notte, portando con se' un desiderio. Bellissima!

Ancora piu' sorprendente e' stato che, al sorgere della luna (piena questo weekend), il cielo e' tornato ad essere il cielo di sempre e la magia della Via Lattea e' svanita, offuscata dal chiarore della luna. 

Infine, ci siamo addormentati con in sottofondo il rumore delle onde.

A dirla tutta... e' stata una pessima idea quella di campeggiare a febbraio: la notte la temperatura e' scesa sotto zero e io mi sono ritrovata in una lotta impari con i miei piedi intorpiditi dal freddo!
 

Al mattino la luna era ancora li', semplicemente in un punto diametralmente opposto a quello dove l'avevamo lasciata. Illuminata dalla luce rosea dell'alba, pronta a lasciare lo scettro del cielo al sole.


E poi di fretta back to Seattle a restituire la macchina...ma con tanti bei ricordi nel cuore!

Friday, February 18, 2011

Really Achieving Your Childhood Dreams


Buona visione!

Volevo scrivere un po' di Seattle e, udite, udite, non del tempo! Ma oggi non sono riuscita a fare le foto dei posti che avevo in mente. Ed e' un peccato perche' c'era il sole (e ho scritto del tempo!). Post rimandato ai prossimi giorni!

Allora, oggi posto due video che mi sono venuti in mente questa mattina quando sul Corriere ho letto il titolo "Steve Jobs ha solo sei settimane di vita". Che proprio mi e' sembrato di cattivo gusto.
Al nome Steve Jobs il mio primo pensiero va a questo video.
Solo il secondo alla Apple.




Il secondo video e' un video che tutti (o quasi) conoscono, per averlo visto o solo averne sentito parlare.
Lo posto perche' Pookelina e' il mio mondo interiore,  e' la trama della mia vita a Seattle, e' il mio album dove raccolgo i ricordi, racconto il presente, sogno il futuro. E questo video ne e' parte. Mentre lo guardavo, parola dopo parola, e' diventato parte di me.
Lo posto perche' e' di una bellezza rara e potente.
Lo posto perche' e' la storia di un uomo. E ogni storia ha un take-home message. E questo e' un tesoro.

Buona visione!



Invece di pubblicare il post, 90 minuti fa ho avviato il video. Me lo sono riguardato.
E ancora una volta mi ha lasciata con forti emozioni e senza parole.
Per me e' davvero un capolavoro.
E si merita uno spazio a parte in un altro post.
Questo e' il libro.

Monday, February 14, 2011

Oggi


Sento a tal punto San Valentino che sono le 7.40 di sera, sono appena arrivata a casa e prima che scocchino i rintocchi della mezzanotte mi affretto a postare i pensieri di questo 14 febbraio 2011. I miei festeggiamenti di S.Valentino si limitano al giro obbligato che ho dovuto fare in questi ultimi giorni attraverso l'ingresso del supermercato, tramutato per l'occasione in un labirinto di fiori e cioccolatini e sovrastato da un cuoricione fatto con tanti palloncini rossi e rosa.

Comunque, approfittiamo dell'occasione per scrivere un post che valorizzi i sentimenti. Quando mi sono trasferita a Seattle, per un po' di tempo di amicizie non ce ne sono state molte (va anche detto che un po' era colpa mia che non spiaccicavo una parola di inglese, ma non credo che quella fosse l'unica ragione). Nel tempo poi sono nati tanti rapporti. Che hanno incontrato destini diversi. Ma e' solo in quest'ultimo anno che dei piccoli gesti hanno ricordato al mio cuore la gioia dell'amicizia...di quella profonda, intensa, fatta di sintonia e intesa, di affetto e complicita', di condivisione. Il primo segnale, e anche il piu forte, e' venuto mentre studiavo per l'esame di stato. L'esame di stato era alle porte. Subito dopo mi sarei sposata in Italia. E il mio equilibrio emotivo rea assai precario. Un pomeriggio, la mia piu' cara amica (la stessa degli aquiloni, per chi si ricorda) mi ha telefonato annunciando che sarebbe arrivata in cinque minuti... tempo non sufficiente per lavarmi i capelli, rendermi presentabile e riordinare atlanti, libri e fogli. Pazienza... mi vedra' in versione studio. E cosi' e' arrivata, con un vasetto di marmellata fatto da lei il giorno prima e la bambolina colorata della foto, da riporre sotto il cuscino prima di andare a dormire perche' nella notte il suo compito e' sottrarre alla nostra mente e al nostro cuore tutte le preoccupazioni. Era un pensierino. Ma, tristissimo a dirsi, mi ero quasi dimenticata di questi gesti...e mi ha riempito il cuore di gioia!



La scatolina con il nastro rosso invece l'ho trovata sul mio cuscino dopo che una coppia di amici era stata a cena da noi (e aveva gia' ampiamente contribuito al menu).


Welcome amigos! ci aspettava a casa di un'altra coppia (lui e' la gia' citata guida delle uscite di clamming e crabbing) sul letto dove poi avremmo dormito.





Infine, sempre a ridosso del mio esame, questa cartolina con la gift card di Starbucks e' stata imbucata da una cara amica, nonche' compagna di stanza, dei tempi dell'universita'.

Ho apprezzato immensamente questi pensierini. Mi hanno regalato ogni volta un gran sorriso. They really made my day! E allora ecco che con questo post vorrei augurare a tutti una splendida serata in cui festeggiare i sentimenti che ci scaldano il cuore, che danno un significato (speciale) ai nostri giorni e che rendono la nostra vita l'opportunita' piu' preziosa che abbiamo!






Sunday, February 13, 2011

Felicita' parte 2





Il metereologo di Seattle questa volta non c'ha proprio preso e, dopo l'apocalittico finimondo di ieri, oggi splende il sole! Cosi' sono andata a correre e fuori e' davvero bellissimo! Gia' in settimana avevo notato le prime primuline e i fiori di crocus spuntare tra i fili d'erba, intimoriti. Oggi erano li', schiusi e splendidi, alcuni bianco candido, altri viola acceso, altri ancora lilla. Qualche foglia accortocciata a terra, a frenare l'entusiasmo per una primavera che ancora non c'e' e un cielo blu, a ricordare che lentamente questa primavera si sta risvegliando.
Nell'attesa, la primavera del 2009 e quattro chiacchiere sul weekend:          
               

Road to Perdition: piaciuto un sacco!


Matt ha portato i ragazzi del corso di barca a vela sulla baia a fare pratica. Uno studente, dopo averlo consultato, si e' messo in tasca il GPS di Matt, mio regalo di natale di qualche anno fa. Ma la tasca del k-way era rotta. E da quella tasca il GPS e' finito in acqua. Mentre, ignari, tutti continuavano a navigare. E' vero che puo' capitare a tutti e che lo sventurato, correttissimo, quando se ne e' accorto, si e' subito premurato di offrire di ricomperarlo, ma io mi chiedo... che buchi hai nella tasca della giacca perche' ti esca un GPS???



Ieri sulla terraferma invece girly night a base di sushi. E sono proprio contenta. Il mio primo incontro con il sushi risale al 2004 ma fu un clamoroso insuccesso. Da allora piu' toccato fino a poco prima di natale quando siamo stati a cena da un amico di Matt e tante manine, a turno, attingevano da una tavola imbandita con cibi misteriosi, sceglievano gli ingredienti sulla base dei colori e della forma, rollavano, affettavano, passavano e per la sottoscritta e' stato un vero tripudio per il palato! Ieri sera di nuovo gran successo! Prossimamente voglio provare la cucina coreana. E a quanto pare Seattle e' nota per la diffusione della cucina asiatica di qualita'!




 Ma per ora, a seconda del fuso orario, buona domenica o inizio di settimana a tutti!