Thursday, September 13, 2012

Un incredibile angolo di mondo

Eccoci di ritorno... e non so proprio da dove iniziare! Il Quebec e' un posto incredibile, e' America e Europa shakerate insieme con un finale a sorpresa nella combinazione piu' suggestiva ed emozionante che ci sia!

Montreal e' una citta' meravigliosa: viva, stimolante, moderna ma anche molto verde, rilassante, ariosa. E' una metropoli desiderosa di essere vissuta in ogni sua dimensione, impeccabile nel fare gli onori di casa e dare il benvenuto, abilissima nel soddisfare ogni gusto e richiesta.

In breve quello che a mio avviso non puo' essere perso:

Vieux Montreal, il cuore storico della citta' dove curiosare nella Rue des Artistes, perdersi nelle numerosissime gallerie d'arte, ammirare palazzi grandiosi, sedersi in un banco della basilica di Notre Dame ad ascoltare le note dell'organo riempire l'aria, finire con uno spuntino, e possibilmente un caffe', a Olive et gourmando (delizioso nel menu e nell'atmosfera)

Camminare senza meta attraverso una vivacissima downtown e respirarne tutta l'energia

Nel tragitto tra downtown e vieux montreal un detour per osservare il palazzo dei congressi con tutti i suoi colori e l'area attorno alla Cath├ędrale Marie-Reine-du-Monde, un connubio tra antico e moderno che, com'e' successo a Chicago e Philadelphia, ancora una volta mi ha tolto il fiato

 
Un giretto per il campus di McGill University


Una sosta a Nespresso su Rue Crescent (vale la pena sia per il caffe' che per il locale in se') prima di incamminarsi lungo il Chemin Olmsted nel Parc du Mont-Royal (bellissimo il percorso e strepitosa la vista sulla citta', soprattutto quando i grattacieli iniziano a brillare nel buio della sera)

Un rilassato sabato mattina nel Plateau-Mont-Royal scendendo attraverso il Parc du La Fontaine
 
Una puntatina al Marche Atwater tra i colori e i profumi di ordinatissimi cestini di frutta e verdura, intere bancarelle di solo maple syrup, infiniti banchi di salumi e formaggi, un inaspettato negozietto con tortellini, tagliatelle, arancini e cannoli, un panificio dove abbiamo fatto razzia ed infine il chocolate privilege


 

Breve giretto a The Village and Latin Quarter fino al Pont Jacques Cartier attraverso il quale raggiungere le isole Sainte Helene e Notre Dame e poi ritorno lungo il fiume con rientro attraverso il Pont Victoria sul promenade. Forse non proprio imperdibile ma comunque piacevole.

Per il gran finale una serata indimenticabile in un posticino un po' sopra le righe ma che regala la magia di un piccolo grande sogno per una notte intera: una cena a Europea. Ora vorrei svelarvi tutto cio' che mi ha inebriato in questo posto magnifico ma mi tratterro' nella speranza che in tanti riusciate prima o poi a vivere di persona le sorprese e l'emozione custodite tra queste mura!


In poco piu' di due orette di treno da Montreal si raggiunge Quebec city.
Quebec city e' una citta' particolarissima. Passando sotto un arco nella cinta di mura si accede alla vieux-quebec... e comincia una fiaba. Una fiaba un po' turistica pero' comunque molto bella, incredibilmente romatica e con un lieto fine qualsiasi stradina si scelga di imboccare.

Anche qui da non perdere:

Vieux-Quebec con la sua Haute-Ville e Basse-Ville (upper and lower town), designate dall'UNESCO patrimonio dell'umanita'



Camminata lungo quel che rimane delle mura, poi sul perimetro a stella della cittadella ed infine, nel tardo pomeriggio, quando la luce del sole crea riflessi delicati e dorati, nel Parc Des Champs-De-Bastille



Biciclettata lungo la Route Verte con rientro in traghetto

Visita alla citta' vera e propria, soprattutto attorno a Grande Allee


Passeggiata lungo Rue Saint-Jean che e' un susseguirsi di piccole botteghe e negozietti con un piccolo fruttivendolo dal nome la carota gioiosa :) e una gelateria, Tutto Gelato, dove e' d'obbligo un assaggio

Un giretto lungo la piu' moderna Rue Saint-Joseph e, su Rue Saint-Joseph or Rue Saint-Jean, un caffe' a Brulerie St Jean
 


Tornando in terra americana, domani mi inabissero' di nuovo nella vita da resident! A chi legge questi miei pensieri l'augurio di tante belle cose e speriamo a presto!

Au revoir!

Monday, September 3, 2012

New York will change you

L'ultimo giorno prima delle vacanze ho salutato un'infermiera che mi ha abbracciato e mi ha detto: "Michela, you are too sweet and too polite. New York will change you."

Quella frase mi ha turbata molto. E troppo spesso ci penso e ci ripenso. Questi cinque anni in America mi hanno cambiata ma, a parte qualche sfumatura che mi piace meno, direi che il cambiamento e' stato in meglio. In questi due mesi a New York ho conosciuto realta' e persone che mi stanno facendo riflettere tanto e che, mentre disapprovo con sempre maggior convinzione, inesorabili diventano parte della mia quotidianita' e di me. E tutto cio' mi fa paura. Ho una gran paura di diventare una persona peggiore.

E' strano quando la societa' attorno a te cambia d'improvviso. Quando i valori attorno a te si rimescolano e dispongono secondo un nuovo ordine. Fin dal primo incontro ho amato New York con l'innocenza, l'entusiasmo e la predisposizione allo stupore del turista. Ora la studio con spirito critico, estendendo i confini oltre Manhattan, pensando alla lunga scadenza e mi destabilizza con le sue contraddizioni, con un costo di vita che con insolenza sfida la dignita' umana, con un divario sociale esasperato e una poverta' sfacciata che alimenta un'ignoranza e una violenza che non avevo mai conosciuto e che ogni giorno mi aspetta giacendo nel letto d'ospedale quasi temesse mi potessi dimenticare di lei.

Tutti questi pensieri mi irritano tremendamente perche' vorrei vedere solo il bello di questa citta', o meglio vorrei che New York fosse solo bella, senza smarrirmi di fronte a cio' che mi sembra inaccettabile e inguaribile. E ancora piu' inaccettabile e' che mi basta guardare fuori dalla finestra e rimango affascinata di fronte alla magia che impregna questa citta', mi basta riemergere dalla metro nel cuore di Manhattan e rimango ammaliata dal suo fascino. L'indulgenza si impossessa di me, annebbia la mia razionalita e le mie riflessioni, il mio cuore ricomincia a battere e mi ritrovo impotente di fronte ad una New York che troppo in fretta diventa un sogno irrinunciabile e una sfida alla gerarchia di valori.

Ogni volta che questa New York cosi' ambivalente fa capolino nei miei pensieri, mi ripeto che dev'esserci un modo. Ma ora come ora sento che non sono pronta a gestire una realta' tanto diversa da me. Mi sento troppo plasmabile e influenzabile. Mi trovo sempre impreparata di fronte alle sue provocazioni e sono sempre piu' diffidente e timorosa di diventare qualcuno che non voglio essere. E allo stesso tempo desiderosa di abbandonarmi a questa citta', darle fiducia, darle una chance di mostrarmi i suoi meccanismi e spiegarmi i suoi perche'. E credere che, come ogni parte d'America ha fatto finora, anche New York fara' di me una persona migliore.

Intanto pero' quel New York will change you risuona minaccioso dentro di me.

Saturday, September 1, 2012

Ask no more than this, be content with no less.


Non so bene come esordire dopo oltre un mese di latitanza. Posso solo dire che la mia vita da resident  continua ad assorbirmi a tempo pieno. Vivo dipinta in ospedale e non faccio altro che lavorare e cercare di dedicare almeno mezz'ora al giorno di quality time a Matt.  Eppure mi sembra la vita piu' bella che io abbia mai avuto, ancora piu' appagante di quanto immaginassi. Non mancano le difficolta' e ho gia' versato le mie prime lacrime. Ma la gratificazione e l'entusiasmo che questa vita mi trasmettono non mi permettono di demordere o di abbattermi nella frustazione. L'opportunita' stessa dell'essere resident mi trasmette un'energia inesauribile e una costanza che mi fa da carburante anche quando mi sento persa.

Qualche settimana fa mi e' venuta voglia di rileggere una citazione che mi era entrata nel cuore la prima volta che l'avevo letta, nel mio cubicle a Boston durante il mio primo soggiorno in terra americana. Ne ero rimasta folgorata. Ancora oggi esprime molto bene il mio pensiero, il mio stato d'animo e uno dei miei obiettivi piu' grandi:
"No greater opportunity or obligation can fall the lot of a human being than to be a physician. In the care of suffering he needs technical skill, scientific knowledge and human understanding. He who uses these with courage, humility and wisdom will provide a unique service to his fellow man and will build an enduring edifice of character within himself. The physician should ask of his destiny no more than this and he should be content with no less." - Tinsley R. Harrison
Ora cambio argomento per non diventare monotematica visto l'andazzo degli ultimi post. Non sono mai riuscita a concludere il racconto delle vacanze europee. Dopo una Grecia romantica per noi due, siamo andati a trovare degli amici in Lussemburgo e degli amici a Lille, fermandoci, nel tragitto a Gent, Bruges and Courtrai. Ecco un riassuntino fotografico:




 


Restando in tema di viaggi...  ora sono in vacanza, non che ne avessi bisogno ma quest'anno il mio schedule va cosi'. Il lato positivo e' che queste vacanze cadono proprio in concomitanza con il nostro anniversario di matrimonio... per cui la settimana prossima partiremo alla volta di un angolino di Canada che e' tantissimo che aspetto di visitare! Racconto e foto al nostro rientro. Per ora a tutti un gran bel weekend... e mi riprometto di non lasciare languire questo blog nel silenzio...

Have a lovely weekend!




PS: Alle persone che mi hanno contattato via email... non ho controllato l'email pookelina per settimane - cerchero' di rispondere presto ad ogni messaggio.