Monday, December 31, 2012

Concrete jungle where dreams are made of

La prima volta che avevo sentito questa canzone ero a Seattle. L'aveva caricata su fb un amico e mi era sembrata carina ma nulla di che. 


L'ho risentita ieri sera in macchina con degli amici nell'Upper West Side. E non ho piu' smesso di ascoltarla.





Non so dove la carriera e la famiglia ci porteranno ma in questa notte di transizione verso il futuro voglio poter chiudere gli occhi e su queste note sognare che e' qui che restermo. Voglio raccontare a me stessa in questa notte cosi' pregna di energia che e' New York che sara' la nostra casa. 
Perche' e' un posto magico... 
...come racconta questa canzone...


Grew up in a town that is famous as the place of movie scenes
Noise was always loud, there are sirens all around and the streets are mean
If I can make it here, I can make it anywhere, that's what they say
Seeing my face in lights or my name on marquees found down on Broadway

Even if it ain’t all it seems, I got a pocketful of dreams
Baby, I'm from New York
Concrete jungle where dreams are made of
There's nothing you can't do
Now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York, New York, New York!

On the avenue, there ain't never a curfew, ladies work so hard
Such a melting pot, on the corner selling rock, preachers pray to God
Hail a gypsy-cab, takes me down from Harlem to the Brooklyn Bridge
Some will sleep tonight with a hunger far more than an empty fridge

I'm gonna make it by any means, I got a pocketful of dreams
Baby, I'm from New York
Concrete jungle where dreams are made of
There's nothing you can't do
Now you're in New York
These street will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York, New York, New York!

One hand in the air for the big city,
Street lights, big dreams all looking pretty
No place in the world that can compare
Put your lighters in the air, everybody say yeah, yeah, yeah, yeah

In New York
Concrete jungle where dreams are made of
There's nothing you can't do
Now you're in New York
These street will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York!



E mentre la musica inonda questa notte, non posso lasciare il 2012 scivolare via senza nel cuore ringraziare questo anno e questa citta' che mi hanno resa specializzanda e che mi hanno regalato sei mesi faticosissimi ma incredibili, un'esperienza ancora piu' splendida di quanto potessi sognare... forse perche' semplicemente e' reale!

And now... off to the hospital... a guardare le luci scintillare su questa citta' con addosso il camice e questo primo sogno realizzato e in tasca tanti altri sogni e progetti, mentre il tempo che scorre ci portera' in un nuovo anno e una nuova avventura!

Happy, Happy New Year a tutti!!!

Happy New Year

"I wish you bluebirds in the spring to give your heart a song to sing"...

... and lots of love, dreams and health for a very happy new year!


Tuesday, December 25, 2012

Nonostante il silenzio di questi mesi...




...  tanti auguri per un sereno e felice Natale e delle vacanze piene di gioia, affetto e calore!

Thursday, September 13, 2012

Un incredibile angolo di mondo

Eccoci di ritorno... e non so proprio da dove iniziare! Il Quebec e' un posto incredibile, e' America e Europa shakerate insieme con un finale a sorpresa nella combinazione piu' suggestiva ed emozionante che ci sia!

Montreal e' una citta' meravigliosa: viva, stimolante, moderna ma anche molto verde, rilassante, ariosa. E' una metropoli desiderosa di essere vissuta in ogni sua dimensione, impeccabile nel fare gli onori di casa e dare il benvenuto, abilissima nel soddisfare ogni gusto e richiesta.

In breve quello che a mio avviso non puo' essere perso:

Vieux Montreal, il cuore storico della citta' dove curiosare nella Rue des Artistes, perdersi nelle numerosissime gallerie d'arte, ammirare palazzi grandiosi, sedersi in un banco della basilica di Notre Dame ad ascoltare le note dell'organo riempire l'aria, finire con uno spuntino, e possibilmente un caffe', a Olive et gourmando (delizioso nel menu e nell'atmosfera)

Camminare senza meta attraverso una vivacissima downtown e respirarne tutta l'energia

Nel tragitto tra downtown e vieux montreal un detour per osservare il palazzo dei congressi con tutti i suoi colori e l'area attorno alla Cath├ędrale Marie-Reine-du-Monde, un connubio tra antico e moderno che, com'e' successo a Chicago e Philadelphia, ancora una volta mi ha tolto il fiato

 
Un giretto per il campus di McGill University


Una sosta a Nespresso su Rue Crescent (vale la pena sia per il caffe' che per il locale in se') prima di incamminarsi lungo il Chemin Olmsted nel Parc du Mont-Royal (bellissimo il percorso e strepitosa la vista sulla citta', soprattutto quando i grattacieli iniziano a brillare nel buio della sera)

Un rilassato sabato mattina nel Plateau-Mont-Royal scendendo attraverso il Parc du La Fontaine
 
Una puntatina al Marche Atwater tra i colori e i profumi di ordinatissimi cestini di frutta e verdura, intere bancarelle di solo maple syrup, infiniti banchi di salumi e formaggi, un inaspettato negozietto con tortellini, tagliatelle, arancini e cannoli, un panificio dove abbiamo fatto razzia ed infine il chocolate privilege


 

Breve giretto a The Village and Latin Quarter fino al Pont Jacques Cartier attraverso il quale raggiungere le isole Sainte Helene e Notre Dame e poi ritorno lungo il fiume con rientro attraverso il Pont Victoria sul promenade. Forse non proprio imperdibile ma comunque piacevole.

Per il gran finale una serata indimenticabile in un posticino un po' sopra le righe ma che regala la magia di un piccolo grande sogno per una notte intera: una cena a Europea. Ora vorrei svelarvi tutto cio' che mi ha inebriato in questo posto magnifico ma mi tratterro' nella speranza che in tanti riusciate prima o poi a vivere di persona le sorprese e l'emozione custodite tra queste mura!


In poco piu' di due orette di treno da Montreal si raggiunge Quebec city.
Quebec city e' una citta' particolarissima. Passando sotto un arco nella cinta di mura si accede alla vieux-quebec... e comincia una fiaba. Una fiaba un po' turistica pero' comunque molto bella, incredibilmente romatica e con un lieto fine qualsiasi stradina si scelga di imboccare.

Anche qui da non perdere:

Vieux-Quebec con la sua Haute-Ville e Basse-Ville (upper and lower town), designate dall'UNESCO patrimonio dell'umanita'



Camminata lungo quel che rimane delle mura, poi sul perimetro a stella della cittadella ed infine, nel tardo pomeriggio, quando la luce del sole crea riflessi delicati e dorati, nel Parc Des Champs-De-Bastille



Biciclettata lungo la Route Verte con rientro in traghetto

Visita alla citta' vera e propria, soprattutto attorno a Grande Allee


Passeggiata lungo Rue Saint-Jean che e' un susseguirsi di piccole botteghe e negozietti con un piccolo fruttivendolo dal nome la carota gioiosa :) e una gelateria, Tutto Gelato, dove e' d'obbligo un assaggio

Un giretto lungo la piu' moderna Rue Saint-Joseph e, su Rue Saint-Joseph or Rue Saint-Jean, un caffe' a Brulerie St Jean
 


Tornando in terra americana, domani mi inabissero' di nuovo nella vita da resident! A chi legge questi miei pensieri l'augurio di tante belle cose e speriamo a presto!

Au revoir!

Monday, September 3, 2012

New York will change you

L'ultimo giorno prima delle vacanze ho salutato un'infermiera che mi ha abbracciato e mi ha detto: "Michela, you are too sweet and too polite. New York will change you."

Quella frase mi ha turbata molto. E troppo spesso ci penso e ci ripenso. Questi cinque anni in America mi hanno cambiata ma, a parte qualche sfumatura che mi piace meno, direi che il cambiamento e' stato in meglio. In questi due mesi a New York ho conosciuto realta' e persone che mi stanno facendo riflettere tanto e che, mentre disapprovo con sempre maggior convinzione, inesorabili diventano parte della mia quotidianita' e di me. E tutto cio' mi fa paura. Ho una gran paura di diventare una persona peggiore.

E' strano quando la societa' attorno a te cambia d'improvviso. Quando i valori attorno a te si rimescolano e dispongono secondo un nuovo ordine. Fin dal primo incontro ho amato New York con l'innocenza, l'entusiasmo e la predisposizione allo stupore del turista. Ora la studio con spirito critico, estendendo i confini oltre Manhattan, pensando alla lunga scadenza e mi destabilizza con le sue contraddizioni, con un costo di vita che con insolenza sfida la dignita' umana, con un divario sociale esasperato e una poverta' sfacciata che alimenta un'ignoranza e una violenza che non avevo mai conosciuto e che ogni giorno mi aspetta giacendo nel letto d'ospedale quasi temesse mi potessi dimenticare di lei.

Tutti questi pensieri mi irritano tremendamente perche' vorrei vedere solo il bello di questa citta', o meglio vorrei che New York fosse solo bella, senza smarrirmi di fronte a cio' che mi sembra inaccettabile e inguaribile. E ancora piu' inaccettabile e' che mi basta guardare fuori dalla finestra e rimango affascinata di fronte alla magia che impregna questa citta', mi basta riemergere dalla metro nel cuore di Manhattan e rimango ammaliata dal suo fascino. L'indulgenza si impossessa di me, annebbia la mia razionalita e le mie riflessioni, il mio cuore ricomincia a battere e mi ritrovo impotente di fronte ad una New York che troppo in fretta diventa un sogno irrinunciabile e una sfida alla gerarchia di valori.

Ogni volta che questa New York cosi' ambivalente fa capolino nei miei pensieri, mi ripeto che dev'esserci un modo. Ma ora come ora sento che non sono pronta a gestire una realta' tanto diversa da me. Mi sento troppo plasmabile e influenzabile. Mi trovo sempre impreparata di fronte alle sue provocazioni e sono sempre piu' diffidente e timorosa di diventare qualcuno che non voglio essere. E allo stesso tempo desiderosa di abbandonarmi a questa citta', darle fiducia, darle una chance di mostrarmi i suoi meccanismi e spiegarmi i suoi perche'. E credere che, come ogni parte d'America ha fatto finora, anche New York fara' di me una persona migliore.

Intanto pero' quel New York will change you risuona minaccioso dentro di me.

Saturday, September 1, 2012

Ask no more than this, be content with no less.


Non so bene come esordire dopo oltre un mese di latitanza. Posso solo dire che la mia vita da resident  continua ad assorbirmi a tempo pieno. Vivo dipinta in ospedale e non faccio altro che lavorare e cercare di dedicare almeno mezz'ora al giorno di quality time a Matt.  Eppure mi sembra la vita piu' bella che io abbia mai avuto, ancora piu' appagante di quanto immaginassi. Non mancano le difficolta' e ho gia' versato le mie prime lacrime. Ma la gratificazione e l'entusiasmo che questa vita mi trasmettono non mi permettono di demordere o di abbattermi nella frustazione. L'opportunita' stessa dell'essere resident mi trasmette un'energia inesauribile e una costanza che mi fa da carburante anche quando mi sento persa.

Qualche settimana fa mi e' venuta voglia di rileggere una citazione che mi era entrata nel cuore la prima volta che l'avevo letta, nel mio cubicle a Boston durante il mio primo soggiorno in terra americana. Ne ero rimasta folgorata. Ancora oggi esprime molto bene il mio pensiero, il mio stato d'animo e uno dei miei obiettivi piu' grandi:
"No greater opportunity or obligation can fall the lot of a human being than to be a physician. In the care of suffering he needs technical skill, scientific knowledge and human understanding. He who uses these with courage, humility and wisdom will provide a unique service to his fellow man and will build an enduring edifice of character within himself. The physician should ask of his destiny no more than this and he should be content with no less." - Tinsley R. Harrison
Ora cambio argomento per non diventare monotematica visto l'andazzo degli ultimi post. Non sono mai riuscita a concludere il racconto delle vacanze europee. Dopo una Grecia romantica per noi due, siamo andati a trovare degli amici in Lussemburgo e degli amici a Lille, fermandoci, nel tragitto a Gent, Bruges and Courtrai. Ecco un riassuntino fotografico:




 


Restando in tema di viaggi...  ora sono in vacanza, non che ne avessi bisogno ma quest'anno il mio schedule va cosi'. Il lato positivo e' che queste vacanze cadono proprio in concomitanza con il nostro anniversario di matrimonio... per cui la settimana prossima partiremo alla volta di un angolino di Canada che e' tantissimo che aspetto di visitare! Racconto e foto al nostro rientro. Per ora a tutti un gran bel weekend... e mi riprometto di non lasciare languire questo blog nel silenzio...

Have a lovely weekend!




PS: Alle persone che mi hanno contattato via email... non ho controllato l'email pookelina per settimane - cerchero' di rispondere presto ad ogni messaggio. 

Saturday, July 21, 2012

Update

E cosi' sono gia' trascorse tre settimane di residency. Sono scivolate via in un turbine di emozioni, di novita' da incamerare e trasformare in routine, di infiniti click in un sistema per capire come navigare e aggiornare i medical records con annessi sospiri e moti di eccitazione; picchi di stanchezza e stress su un sottofondo di entusiasmo e gioia; momenti di perplessita' di fronte a certe storie che, New York e' anche questo, probabilmente altrove sarebbero impensabili e qui sono quotidianita' di fronte alla quale impongo alla mia mente di non scomporsi e al mio sorriso di annuire e rassicurare; attimi di felicita', pura e piena, attimi di frustrazione, pura e piena; un certo disagio con il suffisso doctor davanti al mio nome ma per questioni di professionalita' sto cercando di abituarmi; affetto e calore che aprono canali finora poco esplorati e che semplicemente brighten your day. Finora nessuno smarrimento vero ma so di essere in una rotation abbastanza tranquilla e gestibile e temo lo sconforto il mese prossimo con le notti, i pazienti in condizioni critiche e la mia inesperienza. Spero di uscirne tutta intera e soprattutto di non fare grossi danni.
In ogni caso, la bottom line e' che ogni giorno e' una conferma che essere un medico e' il modo piu' bello di trascorrere la vita! E so che sono biased ma e' quello che sento...

And btw... New York finora e' uno splendido skyline che vedo attraverso una lunga vetrata di casa nostra, che ogni sera prima di addormentarmi ammiro nella sua bellezza ma che ancora non ho avuto tempo di esplorare se non nel sotterraneo della metro per visitare l'Ikea ;)!

Buon weekend!

Sunday, July 1, 2012

...Ready to go...

Visto che a casa non abbiamo ancora internet la foto non riusciro' a scattarla e caricarla entro la serata...


... volevo solo immortalare il pager, il gigantesco box di buissness cards sulle quali a quanto pare e' stampato il mio nome come riferimento per i miei pazienti (way too scary!) e la mia ID card...

... it feels so real...


... e sono tanto felice and so ready to go!!!




PS: questo e' il primo post scritto dal giardino del mio ospedale!

Saturday, June 30, 2012

Bummer

Ci sono momenti che aspetti una vita intera, che lentamente senti arrivare e non ci credi, per i quali vorresti prepararti e che vorresti accogliere con lo stato d'animo piu' appropriato, per assaporarne ogni istante e sfumatura, per apprezzarne il significato e la pienezza. A volte pero' le cose da fare si accavallano e gli imprevisti rimescolano tutti i programmi. E ora mi ritrovo ad un passo dall'inizio della residency con le voci della to do list per lo piu' depennate ma davvero stremata.

Sono tre settimane che viviamo out of a suitcase. Per carita', massima riconoscenza agli amici di Seattle e New York che ci hanno aperto la loro casa e fatto sentire i benvenuti giorno dopo giorno ma ora sento la stanchezza minare la mia serenita', lo stress cogliermi alla sprovvista. Domani, alleluja alleluja, riceveremo le chiavi della nostra nuova casa. Ma il container da Seattle con il letto non verra' consegnato fino alla fine della settimana prossima. La nostra couch hunting ci ha aggiudicato due divani bellissimi ma nemmeno quelli faranno capolino fino a venerdi'. Bummer... Perche' speravo davvero di riuscire a sistemarci, ad arredare il nuovo appartamento con calma, pensare alle cose mancanti e rimediare. E poi to sit back e guardare il calendario piano piano avvicinare me e il mio grande sogno. Invece sono cotta ed iniziero' la specializzazione giocando alla caccia al tesoro nella miriade di valigie che ci portiamo appresso dall'Italia ogni volta che al mattino vorro' vestirmi e dormendo su dei materassini di riserva  in attesa di vedere se arrivera' prima il container con il letto oppure il divano-letto. Almeno sono fiera della mia previdenza e dell'essermi portata i vestiti per la prima settimana di specialita' in Italia, poi Seattle fino a qui... just in case ...  o forse semplicemente me la sono gufata da sola...

Ma comunque... alla fine, una volta che domani arriveremo nella nostra nuova casetta, visto che non avremo dove disporre le cose delle valigie, non avremo molto da fare e mi mettero' d'impegno per ritagliarmi un po' di tempo per preparami, leggere un po', riflettere tanto, ascoltare le emozioni che mi riempiranno mentre mi concentrero' su questo nuovo inizio.

On a positive note, ho conosciuto tutti gli specializzandi che inizieranno con me quest'avventura. Sara' che parto sempre in quarta o che la diffidenza purtroppo o per fortuna non mi appartiene ma dalla prima impressione a pelle li ho promossi tutti a pieni voti!

Domani postero' una foto speciale speciale.... che ho ancora da scattare ma mi e' venuta in mente poco fa.................
 Ora crollo...  Have a fabulous Sunday!

Monday, June 25, 2012

Le prime emozioni

Dopo giorni di sfacchinate estenuanti, abbracci, saluti, riabbracci, good-byes, una festa per Matt da parte dell'intero dipartimento davvero piena di calore e di affetto, una cena con il lab in un posticino che non conoscevamo e che per fortuna abbiamo scoperto, squisita nei sapori e nella compagnia, di keep in touch and come back to visit, dopo uno sbarco a NY che ancora non sa di vero, giorni pieni, pienissimi, con sveglie alle 5.30 del mattino e trascorsi a conoscere questo nuovo sistema attraverso l'orientation, un esame che fino a sabato scorso ignoravo di avere e che ho preparato giocandomi tutto il tempo libero e il nostro primo weekend a NY, dopo tutto questo caos e sfinita ancora prima di iniziare, oggi, durante la prova pratica di quest'esame, ho finalmente toccato con mano quella complicita' che tutti menzionano ripensando alla loro residency e ricordano quasi con nostalgia.

E' qualcosa di speciale, di veramente caro e prezioso, che in un certo senso ti fa sentire invincibile nella tua debolezza di intern spaesato. E' un'energia che ti prende per mano e ti fa sentire che non importa quale sia stato il tuo percoro o quale sia il tuo bagaglio di conoscenza attuale, il destino della vita e del match ti hanno condotto fino a qui ed ora sei parte di una squadra di interns che comincia ad allenarsi insieme e da zero con l'obiettivo di crescere insieme e di imparare insieme l'arte del mestiere sostenendosi e aiutandosi vicendevolmente, come dicono qui while watching each other's back per questi tre anni.

Tutti parlano della residency anche come un periodo massacrante e durissimo che, con le sue 80 ore/settimana, che troppo spesso sforano nelle 100 illegali, mette a dura prova anche i rapporti personali piu' collaudati. Ma a me sembra stia per iniziare un capitolo di vita davvero speciale, forse il piu' bello di tutti. In cui si creano quei rapporti che nascono solo quando c'e da superare una difficolta' che, se affrontata insieme, non e' piu' un ostacolo ma diventa un'avventura. Quei rapporti che nascono da una mano tesa quando credi di non farcela, dalla gioia condivisa di vedersi diventare persone piu' forti, piu' competenti e in fondo migliori. Quei rapporti che in un batter d'occhio diventano un'amicizia salda che non si assopira' mai.

Al termine del suo discorso, uno dei direttori dell'ospedale, che nonostante la sua posizione impersona la disponibilita' e l'umilta', ci ha rivolto un gran sorriso e ci ha detto "Guys, you are now part of the family. So, welcome to our family!"

E per quanto questa frase possa sembrare retorica ed espressione dell'enfasi esagerata americana, a me e' parsa il benvenuto piu' sincero e sentito, pregno di fiducia e incoraggiamento. E cosi', avvolta in queste piccole prime emozioni, faccio un impaziente conto alla rovescia per finalmente poter iniziare ad offrire il meglio di me a questa mia nuova, grande famiglia.

Wednesday, June 13, 2012

One destination is never a place but rather a new way of looking at things

Ecco in arrivo il rientro in America. E con esso anche il solito magone. L'ho subodorato per giorni mentre imperterrito si insinuava dentro di me. Ho cercato di ignorarlo. Ma si fa sentire sempre piu' forte. E anche se ora che ho finito di bere il caffe' con la mia mamma mi si e' appiccicato addosso pesante e penoso come una volta e sembra paralizzarmi il cuore, in questi giorni mi sono accorta che questa volta e' un magone diverso, forse piu' leggero, forse piu' fresco, forse meno rassegnato. Questa sensazione di lasciare chi vorrei aver vicino, di separarmi da una parte di me e anche di fare male alle persone che amo di piu' sembra consolabile dall'entusiasmo che permea questo momento della nostra vita. La nostra vita ormai sembra essere scandita da viaggi. E questo viaggio in Europa e' stato davvero speciale. Sono stati giorni belli e preziosi. E ora partiamo. Ma anche se partiamo, alla fine saremo molto piu' vicini... basta un weekend lungo e ci si puo' vedere. Ed io non riesco ancora a crederci. Riuscire a vivere nella terra che realizza me e i miei sogni ed essere comunque ad una distanza ragionevole e fattibile dalla mia famiglia mi sembra la perfezione. E forse la perfezione e' il fatto che a chiunque mi chieda come sto mi esce spontaneo rispondere "Sto proprio bene, grazie. Davvero, non potrei chiedere nulla di diverso da quello che ci circonda in questo momento". Ed e' una sensazione che spero tanto duri il piu' a lungo possibile.

Ora e' strano ripartire per Seattle con un portachiavi vuoto. Sara' strano ripassare davanti al nostro cancello, alle nostre finestre e intravedere la quotidianita' di chissa' chi altro. Ci aspettano giorni pienissimi. Avremo il weekend per salutare gli amici "definitivamente". Poi festeggeremo la conclusione ufficiale del lavoro di Matt. Il mattino seguente saliremo sull'aereo che voltera' definitivamente la pagina e inaugurera' la nostra vita a New York. Ed il giorno successivo io comincero' l'orientation. E il solo pensiero mi riempie di gioia e paura, di entusiasmo e timore, indubbiamente di tanta riconoscenza per questo mio sogno immenso e irrinunciabile diventato realta'. E non so crederci ancora....

La settimana scorsa abbiamo avuto ospiti i genitori di Matthew ed e' stato meraviglioso essere una famiglia sola, sentire i cuori unirsi in risate, sorrisi, parole d'affetto, parole gentili, parole sincere. Sguardi piu' eloquenti di qualsiasi frase e timide carezze profonde come un abbraccio incrociavano il tavolo. Abbiamo soffiato tante candeline tutti insieme, ci siamo cimentati in chiacchiere che si frantumavano sulla barriera linguistica ma non su quella emotiva. Abbiamo trascorso momenti pieni di gioia, di calore, di un affetto desideroso di crescere sempre piu'. Siamo stati tutti davvero bene ed io ero veramente felice. Come e' bello vedere nascere dall'amore che condividi con l'uomo che hai scelto di avere al tuo fianco per tutta la vita una nuova famiglia, che si accoglie e si integra, che abbassa le carte e mette allo scoperto la parte piu' intima di se'. Perche' il tempo insieme e' quello che e' e allora si fa di tutto per aprirsi, conoscersi ed assaporare quel barlume di quotidianita' che si assopira' fino al prossimo incontro. E non posso negare che una parte del mio cuore spera in un Natale 2012 a New York con entrambe le nostre famiglie... chissa'...

Infine, a completamento di questo post che e' iniziato senza nemmeno sapere di cosa si sarebbe parlato, vi racconto che venerdi' siamo partiti alla volta di quello che sarebbe stato uno di quei weekend che rimangono nel cuore di tutti i presenti. Destinazione la Val d'Orcia. Percorrendo stradine che sembravano tracciate in quadri da museo, siamo arrivati in un borgo medievale completamente ristrutturato e trasformato nell'hotel piu' suggestivo che io abbia mai visto. Stradine di ghiaia collegano le casette in pietra rossiccia del borgo adibite a stanze dell'albergo alle quali si accede tramite vecchi portoncini in legno massiccio, numerati con piastrelle in ceramica decorata. Appoggiati sui balconcini o pendenti dai soffitti splendono magnifici vasi di gerani. Le viuzze sprigionano fascino e bellezza e il paesaggio toglie il fiato e riempie l'anima. La villa padronale ospita una corte delimitata da un porticato in pietra attraverso i cui archi la vista si perde nello splendore delle colline senesi. E qui, in questa cornice da sogno viene servita la cena. All'ingresso del borgo c'e' anche la vecchia chiesetta che rende questo hotel ideale per cerimonie. E proprio in occasione di un matrimonio abbiamo avuto la fortuna di scoprire questo posto magico. Gli sposini erano meravigliosi, innamoratissimi ed emozionatissimi, felici e radiosi. Davvero splendidi da guardare. E Matt ed io, tenendoci stretti, abbiamo rivissuto il nostro di matrimonio e ci siamo scambiati quel bacio che non c'eravamo mai dati in chiesa una volta scambiate le promesse. E' stato emozionante e magico e ancora una volta ho provato tanta gratitudine per tutte le cose meravigliose che ci stanno succedendo!


E a conclusione di questo post senza filo conduttore cito una frase che ho letto ieri dalla parrucchiera e che mi e' piaciuta davvero molto.

"One destination is never a place but rather a new way of looking at things"
by Henry Miller


...  chissa' come guarderemo il mondo da New York...

Tuesday, June 5, 2012

Folegandros

di gran lunga la piu' bella di tutte le isole che abbiamo visto nelle Cicladi!

Una striscia di terra che emerge dal blu intenso e profondo dell'Egeo con profilo sinuoso, prende per lo piu' la forma di scogliere scoscese che, prima di inabissarsi, addolcisono il paesaggio con spiagge meravigliose, dove l'acqua diventa turchese e cristallina e lambisce dolcemente la riva, a seconda delle zone, fatta di sabbia o sassolini. Qualche scoglio fuoriesce ad ammirare questo dono della natura che per lungo tempo solo le onde del mare hanno avuto il privilegio di vedere mentre l'interno era considerato un paesaggio brullo e inospitale esplorabile esclusivamente da chi era mandato qui in esilio.

Per fortuna l'uomo ha poi scoperto la bellezza di quest'isola meravigliosa dove finora sono stati costruiti unicamente due piccoli villaggi. Noi non abbiamo fatto in tempo a visitare Ano Mera ma Hora e' davvero splendida. Tuttavia, poco distante dal porto stanno gia' modificando questa natura spettacolare con imponenti strutture alberghiere. Tante non sono ancora finite - Se avete tempo, andateci presto: Folegandros va vista cosi' com'e', un connubio tra terra e mare di rara bellezza!

 





Sunday, June 3, 2012

Santorini

Santorini credo sia uno dei pochi posti che non puo' non piacere. La sua caldera da sola e' uno spettacolo incredibile e, al turista non pago di questa bellezza naturale, la stessa offre viste mozzafiato e panorami che trasmettono un profondo senso di pace e serenita'.



 



A Santorini abbiamo deciso che se c'era un posto dove volevamo coccolarci con delle uscite un po' sopra le righe era quello. E cosi' e' stato. Dopo aver percorso il tratto Fira-Oia a piedi (12 km lungo la cresta della caldera con un'ininterrotta vista incantevole) ed esserci ristorati con una bibita e questa vista indimenticabile, abbiamo scovato il posticino per la cena: il 1800.




Varcato il cancello d'ingresso ci siamo immersi in un idillio. Ho ricordi splendidi di cene con Matt in posticini insigniti della stella Michelin. Non ne abbiamo fatte tante ma quelle poche sono ricordi speciali e indelebili. La cena al 1800 e' una di queste - il ristorante non puo' fregiarsi ancora della stella Michelin ma spero che venga visitato presto perche' per me la merita tutta!



Il 1800 ha una storia molto interessante che linko qui e che vi invito a leggere. E' un posto dalla cucina sopraffina, avvolgente nell'atmosfera, impeccabile nella forma, squisito nel servizio e raffinato nell'ambiente senza pero' essere altezzoso o snob. L'accostamento di sapori era curioso sul menu, intrigante e sfizioso sulle papille gustative e gli abbinamenti enogastronomici un tripudio per il palato. Piu' che una cena e' stato un sogno! Se vi capita, a mio avviso il 1800 e' un posto imperdibile e incredibile!

Visto che siamo in tema vorrei segnalarvi anche questo bistro - Cafe Rouge - che ci ha regalato un paio d'ore speciali in quel di Kortrijk (Belgio) - i tavolini sono disposti sul lato di una piazzetta alberata dirimpetto ad una splendida chiesa in stile gotico. E mentre le note dell'organo riempivano l'aria, la mia cioccolata calda e' arrivata accompagnata da un eclair mignon - una delizia spettacolare che ancora mi sogno!

E qui il resto di Santorini... 
Oia


Kamari

Pyrgos

Red beach in Akrotiri 

Una splendida domenica a tutti! Se il tempo regge noi andiamo in montagna!!!

Friday, June 1, 2012

Naxos

Leggendo la guida della Grecia per decidere a quali mete affidare i nostri giorni di vacanza, ci siamo resi conto di quanto il mar Egeo lasci l'imbarazzo della scelta in termini di isole da visitare. Un po' alla cieca, alle piu' classiche Mykonos e Santorini, abbiamo deciso di affiancare Naxos, incuriositi dal fatto che e' l'isola piu' fertile di un arcipelago altrimenti arido e brullo. A posteriori, siamo strasoddisfatti!

Hora, la cittadina principale, e' molto carina e interessante divisa com'e' tra il suo Bourgos, che al tempo delle crociate ospitava la popolazione greca, e il Kasto dove, al di la' di una fortificazione, proseguendo verso la cima della collina, si erano stabiliti i veneziani. Nel complesso Hora e' il classico pittoresco labirinto cicladico di viuzze bianche strettissime che tra archi, passaggi e fiori creano suggestivi scorci. Dal porto di Hora una striscia di terra rivestita di fiori si estende nel mare fino a raggiungere un piccolo isolotto dove si erge la porta del tempio di Apollo... classicamente ritratta in cartoline e fotografie ad incorniciare il sole che tramonta... che come vedete proprio splendeva quando c'eravamo noi...





Carini da vedere anche gli ingressi dei ristorantini affacciati sul porticciolo con la loro fila di polpi penzolanti appena pescati e appesi ad asciugare su un filo teso.

Il resto dell'isola e' un susseguirsi di panorami meravigliosi. Tra i piu' belli sicuramente l'entroterra tra Filoti e Moni dove nascoste tra gli ulivi ci sono tantissime chiesette deliziose (alcune hanno ancora la corda che scende dal campanile per suonare le campane).

Filoti

Apiranthos

Apiranthos

I mulini a vento tra Apiranthos e Apollonas


Apollonas

Ad Apollonas abbiamo imboccato la strada per Hora lungo la costa settentrionale dell'isola: era segnalata sulla guida ma dal vivo era ancora piu' incantevole di quanto ci aspettassimo! La strada scorre tra vigneti e prati che rivestono fino all'ultimo scogliere che scivolano dolcemente nel mare. Matthew l'ha definita la Big Sur del Mediterraneo ma molto piu' bella. Io Big Sur non l'ho ancora vista pero' e' di certo un panorama che toglie il fiato e che riempie di vita ed emozioni chilometro dopo chilometro.