Thursday, December 8, 2011

In 72 blocks

Oggi splendeva il sole ed era freddino al punto giusto per conte- 
stualizzare i mercatini di Natale e le vetrine addobbate. Mi sono alzata e sono uscita per godermi la citta' e stremarmi con 72 blocchi di andata e 72 di ritorno... ma come si fa ad essere a NY sotto le feste e inabissarsi nei sottorranei della metro??







 
I mercatini di Natale mi sono piaciuti un sacco. Soprattutto quelli in Columbus Circle. Le mie preferite la bancarella di spezie e quella di candele. Le ciotoline di spezie mi sembrano sempre tanto belle da vedere con i loro colori accesi e profumi intensi e mi affascinano, avvolte come sono nell'alone di mistero che per me e' l'Oriente. 






 
Le mensoline di candele invece mi hanno mandato in visibilio. Se avessi un lavoro, probabilmente avrei depredato il negozio e trasformato ogni candela in una scatolina bianca con un fiocco rosso da distribuire come segno di buon natale e soprattutto di augurio per un bell'anno nuovo. Che mi piace tanto di queste candele e' che a bruciare e' solo la colonna di cera centrale (ricaricabile) e cosi' il motivo decorativo e' fiocamente illuminato dall'interno ... me le immagino accese nelle prime ore in cui fa buio e si rincasa e mi fa molto home sweet home, soprattutto quelle con le fettine di frutta e i bastoncini di cannella.





E a proposito di rincasare... ieri e' stato un po' emozionante. A New York mi ospitano quello che e' stato il mio Californian roommate a Bologna e la sua futura sposina. Per un anno abbiamo condiviso, insieme all'amica che mi ha ospitato a Boston, una minuscola mansardina e dati gli spazi abbiamo condiviso davvero tutto. Ieri sera, quando sono tornata alla loro casetta, rituali del passato sono diventati parte del presente, tipo "Hey Miky, How was your day?" / il mio ex roomie ai fornelli a cucinare tofu, couscous, carote e broccoli...e penso, si', e' proprio lui... questa era la cena che cucinava quando facevamo serata movie. E poi "Good night, Miky"... Quando lo salutai sette anni fa, pensavo che quell'anno sarebbe stata una meteora, mozzafiato e come tale brevissima. Non ero sicura ci saremmo rivisti... l'America e' cosi' lontana... E invece sono proprio i miei due roommates della Corte che in queste due settimane mi hanno accolto a casa loro... proprio come ai vecchi tempi...


Nel mio giretto per NY sono andata a FAO, negozio di giocattoli stratosferico e poi sono scesa a Union Square. Ogni volta che passo per Union Square lo sguardo fa lo slalom tra i tronchi per cercare l'insegna Barnes and Nobels. Tre anni e mezzo fa Matt era a NY per lavoro. Io mi infilai con lui sull'aereo che quando NY chiama non si rifiuta cotanto invito. E cosi' un pomeriggio, sfinita da una scarpinata di perlustrazione di un nuovo quartiere, entrai in questo Barnes and Nobels e accoccolata tra gli scaffali di legno lessi attentamente l'introduzione del First Aid che spiega l'intero percorso di abilitazione oltreoceano. E in quel momento, con me stessa, feci il committment che avrei fatto il boards americano. Oggi, tre anni e mezzo dopo, sono ripassata davanti a quella libreria.. e per la prima volta il boards e' checked off e sto facendo i colloqui :).









Nel mio giretto ho imboccato 5th Avenue e anche oggi mi ha regalato tutte le emozioni che cercavo e che ogni volta mi riserva. 
...E anche oggi ho varacto l'entrata del luogo del peccato... e ho peccato ma solo con il pensiero...





















Infine ho fatto anche il mio primo blog encounter. In verita' per me il primo restera' sempre con Marica di vitaasandiego, anche se non ci siamo ancora incontrate di persona ma la sento cosi' vicina che gia' mi sembra di conoscerla e non posso che aspettarmi che quando ci vedremo le parole usciranno spontanee e sincere come fanno nelle emails. Oggi pero', dicevo, ho incontato Palbi. Una personcina piacevolissima ma e' successa una cosa che mi ha un po' turbata. Oltre al fatto che va beh, mi e' venuto spontaneo stringergli la mano e dire "Piacere Michela" benche' sapesse gia' molto di piu' che il mio nome, la cosa che mi ha sconvolto e che ho imparato e' che sto facendo troppe interivews. A forza di fare colloqui, mi sono uscite cose tipo Cosa ti ha portato negli USA? e ringrazio per non avergli chiesto What's your biggest weakness? What's your greatest accomplishment? Where do you see yourself in ten years? Tell me about yourself. Mi e' dispiaciuto constatare come le interviews, e annessa preparazione, si siano impossessate di me e abbiano creato uno scudo di formalita' tutt'attorno... e' tempo e ora di tornare a casa! Comunque, tornando al blog encounter, Palbino e' una personcina in gamba e se passate per New York il mio vivissimo consiglio e' quello di invitarlo per un caffe'. 
E questa e' la foto della tazza della mia cioccolata calda, un piccolo ricordo di questo mio primo blog encounter... poche settimane prima del primo compleanno di questo blog.










Infine due foto di Boston che mi ero scorata. 



'Notte... l'ultima sulla East Coast, almeno per questo giro! 


PS: perche' ci siano spazi chilometrici tra una foto e' un mistero per me ancora irrisolto...

3 comments:

  1. Molto carino il tuo blog e da oggi hai anche una nuova follower!
    Se ti può' interessare,sul mio blog e' in corso un ricco giveaway per festeggiare i mille iscritti…lo trovi
    -->QUI<--

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  2. ma no tranquilla che non ce l'ho avuta proprio l'impressione dell'interview. Buon rientro a west !

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  3. PolvereDiStelle, grazie e vengo a farmi un giretto volentieri nel tuo blog piu' tardi... bello il tuo giveaway :)!

    Palbi, l'interview feeling era una cosa dentro di me: mi sono sentita formale e controllata come alle chiacchiere informali delle interviews, se ha senso... buona settimana!

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