Tuesday, November 1, 2011

Home sweet home

Ieri ero in centro e, attraversando una strada, la vista si e' aperta sulla baia...Un sussulto e la familiarita' con quell'immagine mi hanno fatto sentire che ... sono proprio a casa. Ho fatto tutto quello che dovevo fare e ora sono di nuovo qui. Forse un po' piu' grande. Senza dubbio con sonno arretrato e forma fisica pietosa. E' bello ritrovare le cose che mi piacciono e imbattermi di nuovo in quelle che mi irritano e che avevo quasi scordato... e Seattle rimarra' sempre cosi'... un rapporto di amore e odio e di oblio di tutti i lati negativi di fronte alla bellezza naturale tanto struggente di questa insenatura sul pacifico tra vulcani, boschi, montagne e... nuvole. Fin quando piove e l'incanto svanisce.

Per un soffio mi sono persa quest'alba upside down che ha fatto notizia su diversi quotidiani e durante la quale il sole, sorgendo, proiettava l'ombra di Mt Rainier nel cielo:

Picture taken by Nick Lippert



La piccola Iowa invece mi e' rimasta nel cuore. Purtroppo le ultime due settimane non avevo la macchina fotografica, ma come ricordo, annoto qui le cose che avrei voluto fotografare:

il postino che a piedi spingeva un carretto su cui era fissata una borsa di pelle con la posta

qua e la' agli incroci le stazioni fai da te che forniscono attrezzi e una pompa per eventuali imprevisti in bicicletta

un rivestimento di testoline gialle e nere sugli spalti dello stadio durante la partita di football

gli edifici moderni, quelli di mattoni rossi e i palazzi classicheggianti del campus universitario

il foliage

i pianoforti e dei libri enormi lungo i marciapiedi, alcuni su cui scrivere con dei gessetti, altri con qualche curiosita' da leggere

una statua di un papa' che allaccia la scarpa al suo bambino

il farmer's market, molto piu' semplice e autentico di quello di Seattle

la moka Bialetti in vendita al supermercato... a Seattle credo di non averla mai vista

un tramonto che ci aveva stupito per l'intensita' dei colori e che ci aveva indotto a sederci su un muretto ad ammirarlo...per poi scoprire che quello stesso tramonto che ci aveva ascoltati crearci risposte agli interrogativi sul futuro  qualche staterello piu' in giu' aveva generato un'aurora boreale

il cielo terso e l'aria fine dopo acquazzoni improvvisi

la vita universitaria, allegra, spensierata, vivace, per le strade del centro

il poter girare in citta' senza il patema d'animo e l'inquietudine che provo a Seattle

Dulcis in fundo... il valore che viene attribuito alla famiglia. Medici che aggiustano il proprio orario attorno agli impegni dei figli cercando un sano bilancio tra vita professionale e privata



Ma ora siamo gia' su una nuova pagina... e c'e' da scrivere una nuova storia.
Si riparte: pronti, attenti, via!

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